HAYEZ
Quel bacio diventato simbolo dell’amore

È uno dei baci più amati della storia dell’arte, ormai tra le icone della Pinacoteca di Brera di Milano, città d’adozione del suo autore. Stiamo parlando del Bacio del pittore romantico Francesco Hayez (1791-1882) di cui ricorrevano proprio ieri i 230 anni dalla nascita avvenuta a Venezia il 10 febbraio 1791. Intitolato «Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del XIV secolo», l’opera godette di immediato successo, tanto da essere citata, pochi anni dopo, dal pittore patriota Girolamo Induno nel suo Triste presentimento, che raffigura una giovane intenta a sospirare sul ritratto dell’amato partito per liberare l’Italia dal dominio austriaco. Nella stanza, tra immagini allusive alle lotte patriottiche, compare una stampa raffigurante il capolavoro braidense.
Il quadro fu commissionato dal conte Alfonso Maria Visconti e presentato all’Esposizione annuale dell’Accademia di Belle Arti braidense nel 1859. Solo apparentemente il soggetto è semplice, un bacio furtivo tra due giovani innamorati. In realtà esiste una lettura più profonda, che contiene l’augurio per la nascente nazione: i colori usati per le vesti (azzurro, bianco, rosso, verde) richiamano quelli tradizionali di Francia e Italia, alleate per liberare il Lombardo Veneto dal giogo austriaco. Ma la di là del valore patriottico, il Bacio si impose fin da subito anche per la sua carica sensuale, tanto che il celebre letterato e critico Giuseppe Rovani, affermò, alludendo al noto libertinaggio del pittore: «Costui può far figli fino a novant’anni!». Rovani era probabilmente al corrente della relazione dell’artista ultrasessantenne con la giovane Adele Appiani, sua allieva e nipote di Andrea Appiani. A lei sembrerebbe essere stata donata una versione precedente del dipinto, dove la fanciulla è in abito bianco. Di questa versione si sono purtroppo perse le tracce, ma possiamo averne un’idea da un’analoga tela firmata e datata 1861, conservata in collezione privata. Esiste poi un’altra versione, dipinta per l’Esposizione Universale di Parigi del 1867, che si distingue per alcuni dettagli, come il velo gettato sugli scalini. Secondo Fernando Mazzocca un’altra versione più piccola (oggi in collezione privata) sarebbe stata realizzata nel 1859 per un’amante del pittore, Carolina Zucchi.
La scena del bacio non era un soggetto nuovo per Hayez che nel 1823 dipinse per il conte Giovan Battista Sommariva L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta (oggi a Villa Carlotta a Tremezzo), poi replicato nel 1833 per il conte Francesco Annoni. Famoso per i grandi dipinti di storia, ambientanti nel Medioevo ma allusivi alla storia contemporanea e agli ideali del Risorgimento, oltre che per i soggetti biblici e per la ritrattistica, Hayez non amava riproporre lo stesso soggetto in diverse varianti. Ad esempio lavorò a lungo sul tema delle odalische, che costituisce il filone principale del suo repertorio orientalista; questo soggetto fu molto amato dall’arte europea e godette di particolare fortuna per la componente di mistero e fascino, visto che l’Oriente e la sua cultura a quel tempo erano conosciuti perlopiù tramite i racconti dei rari viaggiatori. Tra il 1836 e i 1838 realizzò numerose tele con questo tema, che poi riprese tra il 1860 e il 1867, quando, libero dall’insegnamento in accademia e da impegni istituzionali, si dedicò al nudo femminile studiato anche dal vero. Odalisca che legge e la coeva Odalisca nel sonno, dipinte nel 1867, sono conservate a Brera e a proposito della seconda Camillo Boito parlò di «casto e misurato disegno.
Lo scorso 2 febbraio è stata battuta all’asta da Pandolfini (il prezzo base dell’asta era tra i 15 e i 20mila euro) un’Odalisca che, secondo gli studiosi, presenta affinità con l’Odalisca nel sonno di Brera. Una giovane meditabonda, dall’incarnato perlaceo, rivolge lo sguardo fuori campo ma senza coinvolgere l’osservatore. Grazie alla posizione della testa, inclinata in avanti, il turbante dipinto magistralmente con cromie calde si colloca in primissimo piano, rivelando l’abilità di Hayez nella riproduzione tattile e materica dei tessuti.
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