LA RICORRENZA
«I fascisti sono vicini a noi. Oggi non hanno più pudore»
Il discorso della presidente di Anpi Varese, Ester De Tomasi, alla commemorazione dei cinque martiri partigiani uccisi a Ferno
«La guerra, il dolore, la paura sono così vicini a noi oggi, eppure così lontani in un tempo in cui siamo così abituati a disinteressarci di qualsiasi cosa non ci riguardi in prima persona. Tutto ci riguarda! Anche quello che è successo proprio qui vicino a Lonate Pozzolo, adesso, in questi ultimi tempi! Ci riguarda, eccome! Cinquecento fascisti/filonazisti si sono riuniti a Lonate Pozzolo per inneggiare i loro idoli che sono stati sinonimo di sangue, fame e disperazione, lo hanno fatto senza ritegno e senza nessuna vergogna. Stiamo vivendo un momento delicatissimo, solo qualche anno fa i fascisti si nascondevano, non si manifestavano, oggi non hanno più pudore, si manifestano apertamente: forse il governo in carica li aiuta a sdoganarsi?». Sono parole decise e che affondano anche nella contemporaneità quelle dell’intervento della presidente di Anpi Varese, Ester De Tomasi, ieri, venerdì 9 gennaio, alla commemorazione ufficiale dei cinque martiri partigiani uccisi a Ferno il 5 gennaio 1945, che si è tenuta all’Alleanza Cooperativa San Martino, organizzata e promossa dallo stesso Circolo Culturale San Martino, da Anpi provinciale di Varese e di Samarate – Verghera – Ferno – Lonate Pozzolo, Unione Cooperativa di Consumo di Samarate, Spi Cgil provinciale di Varese e Associazione Laura Prati di Cardano al Campo.
Una serata come al solito molto partecipata e vissuta dalle tante persone presenti, e che quest’anno ha avuto al centro le “Voci bambine dalla Resistenza”, partendo dal libro “Bambine in guerra” di Luana Valle, ospite della serata, e che ha interagito raccontando le storie e le testimonianze che ha raccolto all’interno di un reading tra parole e musica intrecciato dalle voci di Marcella Magnoli, Loredana Raneli, Iante Rossetti, Andrea Visalli e della Kabubi Band. Accanto ai racconti e ai ricordi di quelle bambine che hanno vissuto la seconda guerra mondiale e la Liberazione, di quelle bambine e di quelle donne che ricordano l’orgoglio e la fierezza di votare il 2 giugno 1946, la narrazione si è legata a testimonianze di oggi, e a testimonianze sui cinque martiri fernesi, Nino Locarno, Dante Pozzi, Paolo Salemi, Claudio Magnoli e Silvano Fantin. In un filo di congiunzione che mostra come purtroppo ci sono momenti, ricordi, perdite, accadimenti che hanno caratterizzato la vita di tanti ragazzi e ragazze, ma che tornano purtroppo ancora colpendo nelle zone devastate dalla guerra e dalla prepotenza.
«Per la Cooperativa San Martino – ha sottolineato il presidente Paolo Favrin – questo è un momento importante, a maggior ragione in questo tempo buio caratterizzato da rigurgiti fascisti e nazifascisti e da un’anarchia e un’arroganza di potere, dove chi governa vorrebbe governare senza contradditorio, dove vige la legge del più forte al di là del diritto internazionale». Testimonianze e ricordi sono arrivati anche dall’Anpi di Noto, collegata in diretta online, paese d’origine del partigiano Paolo Salemi, con il presidente Faust Scifo che ha ricordato il coraggio di Anna Maria Ciccone, anch’ella nata a Noto, scienziata che salvò nel 1944 i testi ebraici della biblioteca dell’Università di Pisa dai Nazisti che volevano distruggerli. Così come in video è arrivato un messaggio testimonianza del partigiano genovese Giotto Giordano Bruschi, cent’anni compiuti a settembre, che ha tracciato collegamenti tra la Resistenza lombarda e quella ligure. Unendosi al ricordo, che non è mancato nella serata a Ferno, del partigiano fernese Giovanni Carù, ucciso per rappresaglia proprio nel Genovese. Così come la commemorazione ha ricordato anche Francesco Biassoni, il fernese fucilato in un campo di concentramento polacco il 27 gennaio 1945, le cui spoglie sono da poco rientrate in paese dopo 81 anni e che la sezione Anpi di Ferno e Lonate Pozzolo ricorderà in un momento dedicato domenica 25 gennaio alle 10.30 al cimitero di Ferno.
Ma le voci bambine hanno gridato la loro voglia di pace, di correttezza, di rispetto, di libertà anche attraverso i colori: alla commemorazione al Circolo San Martino ha partecipato anche un gruppo di ragazze e di ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Ferno che, sotto la guida dell’illustratore Tiziano Riverso, ha realizzato un murale cartaceo disposto su una parete del locale, dedicato proprio al “no” alla guerra e alla prevaricazione e che “parla” delle emozioni, dei desideri, della bellezza che vive dentro questi giovanissimi di oggi.
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