IL CASO
Il parco, i rifiuti, il frastuono: lo sfogo del gestore del chiosco
Luca Guarino gestisce il punto di ristoro all’interno del San Rafael, a Lonate Pozzolo: «Sono stato lasciato solo»
«La verità è che sono completamente solo: il Comune mi ha abbandonato». È amareggiato, ma anche determinato il gestore del chiosco del Parco San Rafael a Lonate Pozzolo, Luca Guarino. Racconta alla Prealpina la sua verità dopo le proteste dei residenti su schiamazzi e frastuono notturni. Proteste emerse anche in consiglio comunale a seguito di una mozione del consigliere di minoranza Tiziano Bonini (Cittadini per i Cittadini) che chiedeva lumi alla giunta di Elena Carraro sul futuro dello stesso chiosco. Mentre le lamentele del gruppo di lonatesi esasperati possono essere riassunte in una frase: «Una discoteca a cielo aperto con musica a palla che non ci fa dormire».
Sono qui
Questa la premessa di Guarino: «Non voglio essere il capro espiatorio». A seguire il suo appello ai residenti: «Io sono qui, sono pronto a confrontarmi con loro in qualsiasi momento per cercare una soluzione». Quindi, l’ammissione: «Da solo non posso farcela». E infine il messaggio accorato al Comune: «Non si volti dall’altra parte e mi aiuti».
A qualsiasi ora
I problemi ci sono. E cominciano dal fatto che il parco è sempre aperto: ci può entrare chiunque a qualsiasi ora. Spiega Guarino: «Chiudo il chiosco alle 23 nei giorni feriali e a mezzanotte nei weekend». Poi, per quanto riguarda le possibili soluzioni indica la chiusura dei cancelli e la presenza di maggiori pattuglie la sera. Il gestore mostra anche le diverse segnalazioni inviate agli uffici comunali e alle forze dell’ordine. E rimarca: «Non sono io la causa della musica a palla». Ci sarebbero compagnie che in tarda serata si posizionano e si accampano con lo stereo all’interno e all’esterno del parco – anche nei parcheggi vicini – e da questi gruppi arriverebbero urla, musica altissima e giochi. «Più di una volta ho parlato con loro, ho cercato di dissuaderli e li ho invitati a tenere un comportamento più rispettoso delle regole di vicinato e di convivenza, ma da solo posso poco», incalza. «Ho dovuto affrontare situazioni spiacevoli, ma non ho paura».
Sconforto e orgoglio
Guarino ieri mattina ci ha accompagnati in un tour all’interno del Parco San Rafael. L’immagine saltata subito all’occhio: rifiuti sparsi ovunque. Un peccato per uno spazio ampio, frequentato da molte famiglie, con campi sportivi e aree di socialità. «È uno schifo quotidiano, ho già chiesto aiuto, ma non viene nessuno e ripulisco tutto da solo tutti i giorni e il giorno dopo nulla cambia». Insomma, si respira sconforto a vedere i cestini stracolmi, le bottiglie vuote di birra e bibite gettate qua e là, i cartoni della pizza in cui si inciampa. E sono soltanto alcuni esempi. Ma c’è anche l’orgoglio per aver rilanciato un chiosco chiuso da circa dieci anni: «Ho investito molte risorse senza l’aiuto di nessuno per dare alla cittadinanza un luogo di socialità, in estate abbiamo riempito il parco e questa per me è una gioia e significa che sono sulla strada giusta». Ma ci sono anche innegabili problemi e criticità. Guarino vuole andare avanti e si appella all’ente locale
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