L’EVENTO
“Il futuro del diabete” in un convegno a Varese
Primo incontro varesino sul tema, si parlerà anche di terapie innovative. Presenti specialisti da tutta la Lombardia

Medici e ricercatori lombardi riuniti a Varese per parlare di prevenzione al diabete. Venerdì 21 e sabato 22 marzo, al Palace Grand Hotel, si terrà Il convegno “Varese diabete - Un percorso proiettato nel futuro”. Presenti anche i presidenti lombardi di Sid (Società Italiana di Diabetologia) e Amd (Associazione Medici Diabetologi) e il Presidente Nazionale di Amd. L’incontro, organizzato sotto la direzione scientifica della dottoressa Cristina Romano, responsabile della Diabetologia di Asst Sette Laghi, esplorerà le più recenti evidenze scientifiche sulla prevenzione del diabete mellito e sulle terapie più innovative. Verrà promossa la collaborazione tra specialisti, per una gestione interdisciplinare della malattia, anche da parte della medicina territoriale, centro primario della cura del paziente diabetico.
I CONTENUTI
Il diabete sarà raccontato in tutte le sue possibili manifestazioni e condizioni su cui influisce, come la gravidanza o l’attività sportiva. La modalità scelta per farlo è quella dei Flash Debate, ovvero interventi molto rapidi ed efficaci. Un ampio spazio sarà dedicato anche alle nuove frontiere tecnologiche: telemedicina, innovazioni digitali nella gestione quotidiana e nella ricerca. Focus particolare dedicato al Diabete di tipo 1 e agli aspetti pediatrici. Inoltre, all’evento saranno presenti atleti che vivono quotidianamente con il diabete, portando la loro testimonianza di vita e sport, che conciliano con la gestione della malattia.
NEL VARESOTTO
Centrale l’attenzione alla Diabetologia di Varese, che implementa soluzioni innovative a un approccio multidisciplinare, anche nelle case di comunità di Arcisate, Tradate, Varese, Laveno e Sesto Calende, con oltre 23mila pazienti seguiti. Inoltre, Asst Sette Laghi sarà protagonista di una sessione speciale dedicata all'esperienza nell’ambito dell’organizzazione ospedale-territorio.
IL COMMENTO
«Questo congresso rappresenta la realizzazione del sogno di porre davvero la persona al centro. Dobbiamo immaginare il percorso di cura come un fiore: al centro la persona con il diabete, attorno i petali che rappresentano gli specialisti, le istituzioni e figure sanitarie del territorio. - spiega Cristina Romano - È il primo congresso varesino sul tema a cui interverranno primari provenienti da tutta la Lombardia e non solo. L'introduzione sarà un momento emozionale e divulgativo per la popolazione, in cui mettere in evidenza l’importanza dell’attività fisica. A seguire, il programma scientifico che toccherà aspetti legati alle terapie innovative, all’avanzamento tecnologico e all’intelligenza artificiale».
«SALUTE TEMA TRASVERSALE A TUTTA LA SOCIETÀ CIVILE»
«Il diabete è una patologia che la rende paradigmatica: è la patologia cronica per eccellenza, con un’altissima incidenza nel nostro territorio e un ampio ventaglio di terapie che consentono di compensare bene la malattia. Inoltre, è una patologia rispetto alla quale è determinante il ruolo della prevenzione. Ed è una patologia che comporta dei costi, importanti, per il sistema e per la collettività. Queste caratteristiche rendono il diabete un tema su cui far coagulare gli sforzi dell’intera comunità», ha detto Giuseppe Micale, direttore generale di Asst Sette Laghi. «Ma cosa significa in pratica realizzare una comunità per la cura del diabete? A mio parere, significa innanzitutto acquisire la consapevolezza che la salute non è un problema del singolo e nemmeno solo delle istituzioni deputate a prendersi cura della salute dei singoli. La salute è un tema trasversale a tutta la società civile, è il presupposto per ogni forma di sostenibilità e di sviluppo. E la società civile nella sua complessità deve intervenire innanzitutto partendo dalla promozione di uno stile di vita sano, che riduca l’incidenza del diabete. Per farlo, però, è necessario andare oltre la retorica, andare oltre il già detto e tentare vie nuove ma concrete, efficaci, che non si limitino a raccontare la prevenzione ma la traducano in atto. Significa promuovere, a partire dalle scuole e dai luoghi di lavoro, una seria campagna di educazione alimentare. Significa proporre iniziative che contrastino la vita sedentaria per tutte le fasce di età, dagli oratori alle Rsa, con i Comuni e il Terzo settore alla regia. Significa proporre una nuova comunicazione per la prevenzione, fondata non sui divieti, ma sulla libertà di scegliere tra moltissime opportunità che hanno come fine quello di arricchire, e non di impoverire, la vita. Significa confrontarsi e trovare nuove idee, significa pensare da un nuovo punto di vista».
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