CITTÀ RIUNITA INTORNO AL FUOCO
Il falò del cuore: «Tradizione che unisce»
Venerdì a Varese il momento clou della festa di Sant’Antonio. I bigliettini dei single. Precipitazioni ma non dovrebbe essere neve
Mentre il resto del mondo si strugge perché, passata l’Epifania, non c’è più niente di lieto da aspettare - oggi non a caso è il Blue Monday, la giornata più triste dell’anno-, la nostra città si prepara a vivere uno degli appuntamenti più coinvolgenti di sempre: la festa di Sant’Antonio Abate. Una devozione che intreccia da secoli fede, identità e partecipazione collettiva e che è tanto più sentita perché ha a che fare con i desideri e soprattutto con l’amore. Si dice, «Sant’Antonio dalla barba bianca, fammi trovare ciò che manca», dove ciò che manca è proprio l’anima gemella.
Ecco allora il rito dei bigliettini da inserire nella pira che verrà accesa venerdì 16 gennaio, ore 21, ai margini del sagrato della chiesa della Motta.
DEBOLE RISCHIO NEVE
Ad influire sulla partecipazione al falò – curato dai Monelli della Motta - è soprattutto il meteo. Venerdì le previsioni danno cielo coperto e precipitazioni. Neve? È indicata a mille metri. Quindi non dovrebbe posarsi sulla catasta in fiamme.
LE AUTORITÀ
Tra i presenti, ci sarà l’arcivescovo di Milano Mario Delpini. È stato invitato anche il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti. E poi Attilio Fontana, presidente della Regione, le autorità civili e militari e i giocatori della Pallacanestro Varese.
«FESTA POPOLARE»
«Il successo di questa festa è saper essere un momento in cui tutti si riuniscono al di là delle posizioni religiose e sociali. È una festa popolare che affascina tutti. Forse per il fascino del fuoco, degli animali, dei palloncini – dice Giuseppe Redaelli, presidente dei Monelli -. Ci sono poi gli aspetti legati ai bigliettini: scrivere un desiderio ed affidarlo al santo è qualcosa che coinvolge le persone».
FUOCO E ANIME GEMELLE
A Varese sono tante le coppie che devono una parte della propria storia al falò. C’è chi si è incontrato lì, chi ha scritto il nome dell’amata sul foglietto e poi l’ha sposata, chi ha chiesto al Santo un figlio, e tanto altro (tanto è vero che ogni anno al Santo, oltre alle richieste, arrivano anche i ringraziamenti).
A sottolineare il valore della festa è monsignor Gabriele Gioia, prevosto di Varese e responsabile della Comunità pastorale di Sant’Antonio Abate. «La festa – afferma Gioia – si inserisce nei quindici anni della costituzione della Comunità. Un anniversario che invita a rileggere il cammino compiuto e a rinnovare l’impegno per una Chiesa sempre più unita, in comunione e missionaria. In questo senso, Sant’Antonio emerge come figura autenticamente unificatrice, capace di richiamare all’essenziale e di tenere insieme realtà diverse, superando frammentazioni e particolarismi».
LOTTERIA PER MILLEPIEDI E PEZZETTINO
La benedizione degli animali sul sagrato della chiesa della Motta, altro momento tradizionale molto atteso dai varesini, avverrà sabato alle 12, così come il lancio dei palloncini e la benedizione dei pani nella bottega del panificio Pigionatti. Non saranno presenti gli studenti: i palloncini verranno distribuiti tra i presenti in piazza (su ogni palloncino saranno legati i desideri scritti dai bambini delle scuole).
L’estrazione dei biglietti della lotteria – venduti in queste settimane dai negozi del centro - sarà infine sabato sera. Saranno beneficiarie del ricavato della festa le associazioni il Millepiedi e il Pezzettino.
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