L’EMOZIONE NELLO SCATTO
Il fotografo Sestini al Big Event di Milano
Da 40 anni il professionista narra la storia del costume, della politica e della società.

«L’emozione». Questo è oggi il significato che deve arrivare dalla fotografia per Massimo Sestini, uno dei massimi fotogiornalisti internazionali, le cui fotografie vengono pubblicate da anni sui principali giornali nel mondo.
Testimone della tragedia della Moby Prince, autore delle foto dall’alto degli attentati a Falcone e Borsellino, testimone delle operazioni di salvataggio Mare Nostrum al largo delle coste libiche nel 2014 a bordo della Fregata Bergamini, la foto del barcone di migranti tratto in salvo, ripresa dopo dodici giorni di tempesta dall’elicottero, ha vinto il prestigioso World Press Photo del 2015 nella sezione General News.
«Oggi siamo circondati da fotografie, sui social e dappertutto - commenta Sestini -. Prima per vedere una fotografia dovevi comprare un giornale, ma ora siamo abituati, come ai rumori del traffico. Il fotografo professionista, con la sua esperienza, deve saper creare una fotografia agendo su fattori che, come semplici appassionati, non si sanno toccare. Deve agire sul valore psicologico della fotografia. Perché la fotografia devi vederla, non solo guardarla. Vedere non significa guardare, è più profondo, significa vedere veramente qualcosa. Il professionista fa associare la fotografia all’emozione, lo scatto diventa memoria visiva. Guardare è più labile, se c’è l’emozione dietro, questa resta latente nella nostra memoria. Perché la fotografia parla tutte le lingue del mondo e se emoziona lascia un ricordo nella memoria di chi la vede. Il valore oggi della professionalità nella fotografia è che lascia l’emozione nella memoria di chi la vede».
Con una mostra particolarmente emozionante, Massimo Sestini è stato ospite sabato 14 e domenica 15 ottobre al Big Event, la fiera-mercato- festa della fotografia in programma alle Officine del Volo (ex Officine Aereonautiche Caproni) di via Mecenate 76/5 a Milano: domenica alle 15 il fotogiornalista è stato anche relatore del talk dedicato al tema Tutta un’altra prospettiva. Tema che è collegato alla mostra stessa che, curata da Loredana De Pace, si intitola Volare! ed espone ventitré immagini che non solo sono una combinazione fra il luogo che ospita Big Event e la carriera di Sestini, Ambassador Canon che da quattro decenni racconta la storia del costume, della politica e della società italiana osservandola e proponendola proprio da un’altra prospettiva: le foto aeree sono diventate proprio una sua costante.
«La mostra di fotografie aeree - spiega Sestini - è per dimostrare un concetto preciso, che è il contrario delle regole del fotogiornalismo. Nel giornalismo il fotografo deve essere in prima linea, deve essere vicino al soggetto per scattare. Ho scoperto che da lontano, a due/tremila metri di altezza, si possono fare fotografie che entrano nella storia più che stare davanti al soggetto fotografato. Si capovolge la prospettiva, si va su una prospettiva insolita, su una cosa vista dal cielo in un modo che non posso immaginare: perché la fotografia aerea non è come una ripresa da un drone».
Uno degli scatti in mostra è stato scelto dal progetto Where Are You, partito dal premio World Press Photo, che ha portato Sestini a rintracciare e fotografare dall’alto e perpendicolarmente, esattamente come la foto del barcone, una decina di migranti che erano su quella barca, ritratti nella loro vita definitiva.
La mostra Volare! di Massimo Sestini dialoga inoltre con una mostra fotografica omonima che raccoglie le dieci migliori immagini degli studenti dell’Istituto Italiano di Fotografia di Milano che hanno partecipato alla Open Call indetta appositamente per Big Event e che è stata vinta da Annalisa Cinco.
© Riproduzione Riservata