LE OPINIONI
Il sottile confine tra condividere e apparire
Portaerei nucleare messa in pericolo da una app per correre
Il confine tra l'essere un atleta amatoriale e il diventare un bersaglio mobile non è mai stato così sottile. C'era una volta il podista della domenica che si accontentava di un polpaccio contratto e di un racconto epico al bar; oggi, se non carichi il file Gpx su Strava – la app più utilizzata per mostrare agli altri la traccia del percorso -, è come se i tuoi polmoni non avessero mai bruciato. Ma la situazione sembra stia sfuggendo un po’ di mano. L’esempio più eclatante risale a pochi giorni fa, dove il giornale “Le Monde” ha scoperto che era possibile localizzare la segretissima posizione, a nord ovest di Cipro, della portaerei nucleare francese Charles de Gaulle grazie a un marinaio che ogni giorno pubblicava sulla app di tracciamento i dati della sua corsetta mattutina sul ponte della nave. Una leggerezza che, in tempi di guerra, poteva costare davvero cara. Il militare, trottando allegramente sulla sua portaerei, ha registrato con lo smartwatch un percorso così preciso da svelare al mondo intero la posizione della nave da 42mila tonnellate. Insomma, lo Stato Maggiore investe miliardi in tecnologie stealth e disturbo radar, e poi arriva lui, il “runner sergente”, che per portarsi a casa la medaglia di “Local Legend” del ponte di volo regala le coordinate ai satelliti nemici. È la prova definitiva che la dopamina del “mi piace” corre più veloce della sicurezza nazionale. Come dicono i sociologi, siamo nell'era del panottico digitale auto-inflitto. Tradotto? Siamo noi a spiattellare tutto sui social, dando la nostra vita in pasto agli altri. Non ci accontentiamo di correre per la salute; dobbiamo correre - ma non solo - per la classifica e per ostentarlo. Ogni attività - che sia una corsa, un trekking in montagna o un giro in bici - diventa una parata militare di dati: cadenza, oscillazione verticale, potenza espressa in Watt e, naturalmente, la mappa Gps, con tanto di foto a corredo. Si acquistano scarpe, abbigliamento e accessori ultra light per essere più performanti, ma poi non ci si separa mai dal cellulare di ultima generazione, tanto potente quanto ingombrante, che ci zavorra. Forse, qui come in altri casi, dovremmo tornare un po’ al passato: senza Gps, senza cardiofrequenzimetro e, soprattutto, senza l'urgenza di gridare al cloud dove ci troviamo. Perché il rischio è che, a forza di voler mostrare quanto andiamo forte, rischiamo di dimenticarci il motivo per cui stiamo correndo.
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