DA VEDERE
Viaggio tra i capolavori assoluti

È storia nota che il termine «Impressionisti» venne coniato con intento sarcastico dal critico Louis Leroy, ricavandolo proprio dal dipinto di Monet, Impression, soleil levant, 1872. E veramente ciò che interessava agli Impressionisti era riportare nel quadro l’impressione che gli effetti della luce e dell’atmosfera producono visivamente ai nostri occhi.
Pittura veloce, esecuzione rapida, colori chiari sono le caratteristiche di questo intendimento artistico, tanto che Monet ebbe a scrivere, nel 1890, riferendosi alla serie dei Covoni di quegli anni che l’artista ritrasse in diversi momenti della giornata: «Sto lavorando assai duramente, lottando con una serie di differenti effetti (covoni), ma… il sole tramonta così velocemente che non riesco a stargli dietro… lavoro così lentamente che sono disperato… è necessaria un gran mole di lavoro per rendere quello che cerco: “istantaneità”…».
Ora per rendersi conto personalmente dei risultati degli sforzi di questi pittori e apprezzare lo svilupparsi di questo sentimento poetico è possibile visitare, fino al 14 febbraio 2021, la mostra bolognese Monet e gli Impressionisti realizzata grazie ad importanti prestiti del museo parigino Marmottan Monet, il cui nucleo centrale è sorto intorno ai lasciti delle famiglie di Monet e di Morisot.
E proprio a Berthe Morisot è dedicata la seconda delle sei sezioni in cui la mostra è articolata. Unica donna del gruppo impressionista finché non si unirono Mary Cassatt e Marie Bracquemond, fu modella per Manet fino al matrimonio con il fratello di questo, Eugène, ma soprattutto pittrice. Posizione e considerazione sociale, nonché la sua natura riservata, indirizzarono il suo lavoro entro lo spazio intimo della vita domestica, che sapeva poetizzare con sguardo partecipe e maestria pittorica, lasciandole la possibilità di dipingere en plein air solo nei pressi del Bois de Boulogne.
Altri momenti della mostra (illustrati anche da Degas e Renoir tra gli altri) sono dedicati alla nascita del museo Marmottan, alla pittura en plein air, alla ritrattistica ed infine allo sviluppo della pittura di Monet fino alle ardite composizioni degli ultimi anni.
© Riproduzione Riservata