IN CUCINA
Agrumi per tutti i pasti

In principio c’erano arance e mandarini. Poi, sulle tavole degli italiani, arrivò il pompelmo, spesso importato da Israele mentre, complice l’assenza di nocciolini nella polpa, il mercato orto-frutticolo propose con successo la clementina.
Quindi arrivò il lime, scoperto in qualche villaggio vacanza e poi importato dalle nostre parti col mojito, diventando uno dei cocktail più amati e dissetanti dell’estate.
Da lì in poi, però, la spremuta di agrumi è diventata una cascata. Ai grandi classici sopracitati, infatti, in quest’ultimo periodo si stanno affacciando sempre di più varianti esotiche, particolari, strane. E non solo nei ristoranti, ma anche a casa, dove qualcuno ha voglia di sperimentare e stupire. Ma si riscoprono anche antichi sapori dimenticati, come quello del cedro oppure le bevande della nonna, come la più classica delle limonate.
E così gli agrumi sono diventati un prodotto per tutte le stagioni. E non soltanto legati all’inverno, ovvero quando sono di stagione ed è quindi preferibile consumarli. Con l’arrivo dei primi geli autunnali, infatti, in molti divorano agrumeti interi, confidando che la scorta di Vitamina C possa essere più efficace di qualsiasi mascherina anti-virus.
In generale, comunque, gli agrumi si sposano bene con tutti i pasti della giornata: a colazione con una classica spremuta, in ricette creative per la pasta, nei secondi, fino al dolce.
Eccone alcuni esempi:
Arancia
Con l’anatra, in una torta, nel risotto, nell’arrosto o in insalata, l’arancia piace a tutti: dà grande colore e raffinatezza a un piatto.
Bergamotto
Il 90 per cento della produzione mondiale proviene dalla costa reggina della Calabria. Sembra una via di mezzo tra arancia e limone, è ingrediente fondamentale del tè «Earl Grey» ed è meravigliosamente profumato.
Cedro
Dal profumo inconfondibile, si mangia in insalata con un giro di olio, pepe e sale secondo la tradizione calabrese. È uno degli ingredienti molto usati in pasticceria: candito, in confetture, in bevande a base di alcol e naturalmente nella cedrata.
Chinotto
Bello a vedersi, molto decorativo, con i colori dal verde all’arancio, è un frutto che rimanda al passato, a una bibita tornata in auge. Savona ospita un suo presidio Slow food.
Kumquat o mandarino cinese
La consistenza sottile e il gusto delicato della scorza permettono di mangiare il frutto senza sbucciarlo, oppure si trasforma in marmellata e chutney.
Mandarino
Ha un posto d’onore nel fine pasto, amato anche dai bambini per la sua dolcezza. A Ciaculli (Palermo) si trova un presidio Slow food.
Limone
Il re della costiera Amalfitana, in cucina è un passepartout per le ricette ma anche per sgrassare e pulire le vie aeree e l’intestino.
Lime
Dal gusto acidulo e dal sapore secco, è di grande moda come ingrediente di cocktail, ma sta bene anche con l’avocado e per un guacamole.
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