PER TUTTE LE ETÀ
In mille ballano all’Arena per il fenomeno K-Pop
Questa musica e questo stile artistico stanno diventando tendenza: moltissimi ragazzi vorrebbero andare a vivere in Corea o in Giappone. Moda sempre più diffusa
C’erano una volta i cartoni animati giapponesi in cui i protagonisti, di orientale, non avevano niente che potesse far pensare ai bambini che li guardavano che il mondo fuori dalle loro camerette avesse tratti molto diversi da quelli occidentali. Intere squadre di calcio nate dalla matita di un fumettista giapponese hanno trasmesso ai quarantenni di oggi la passione per il calcio, ma non portavano i bambini in Oriente con la stessa forza dei cartoni di oggi. Adesso, invece, a dodici o tredici anni gli occhi sono puntati verso la Korea. Anche in fatto di musica.
UN GIORNO PARTIRÒ PER L’ORIENTE
Si spiegano così i preadolescenti che ieri pomeriggio hanno assistito al concerto di K-Pop andato in scena alla E-work Arena di Busto Arsizio. Ragazze come Beatrice, 14 anni e al suo primo concerto, affascinata dal rapporto tra gli idol e i loro fans che è il segno distintivo di un genere artistico e musicale che si fa largo tra i giovanissimi. Come la sua amica Sara, o come la coetanea venuta fin da Como con il sogno di studiare coreano e giapponese e partire un giorno per l’Estremo Oriente. O, ancora, ragazze come Martina – tra le prime ad arrivare, con largo anticipo – che all’estetica K-Pop ha consacrato le sue doti di disegno.
I BAMBINI SONO TANTI
Tra i mille circa che ieri hanno assistito allo spettacolo tributo al genere a cui s’affacciano le preadolescenti che cercano di stare il più lontano possibile dalla trap, c’erano però soprattutto bambini di quattro, sei o otto anni, che hanno fatto il proprio debutto nel mondo dei concerti attirati dall’onda lunga dell’Oscar incassato poche settimane fa dal film “Kpop Demon Hunters”. La statuetta è arrivata ad incoronare un fenomeno culturale che tocca fasce d’età differenti, ma per questa schiera di piccine e piccini (soprattutto piccine) giunti a Busto con i capelli intrecciati come Rumi o raccolti come Mira e Zoey, soddisfazione a metà perché delle loro beniamine ci sono state le canzoni, ma non potevano esserci i personaggi.
«HO COLTO TANTA ENERGIA»
«Oggi ho colto tanta energia», ha commentato all’uscita un papà che dalla storia raccontata nel film aveva letto tanti buoni spunti. Delusi coloro che nonostante le avvertenze sulle locandine degli ultimi giorni speravano almeno in qualche treccia colorata per coronare lo stile K-Pop. Fatto sta che la canzone che si è aggiudicata l’Oscar 2026 – Golden – riesce a far ballare anche i non appassionati. Dai 3 ai 55 anni, anche a Busto Arsizio. Confermando il gradimento di un fenomeno musicale ed artistico trasversale che va al di là di un singolo spettacolo o di una produzione in particolare. «Il K-Pop non lo ascoltano tutti», ne faceva un vanto ieri una delle adolescenti in attesa d’entrare per quello che la cultura degli idols rappresenta per chi ha dodici, tredici o quattordici anni. Non è per tutti ma tra le ragazzine questa musica e questo stile artistico sta diventando tendenza.
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