SICUREZZA
In treno con hashish, coltello e “tesoretto”: arrestato
Giovane marocchino fermato dalla Polizia ferroviaria
Nove grammi di hashish nascosti tra una tasca e un calzino, un coltello e oltre 800 euro in contanti. È finito con l'arresto il viaggio in treno di un giovane marocchino fermato dalla polizia ferroviaria sulla linea tra Laveno Mombello e Milano.
L'uomo, nato nel 1998, è stato controllato ieri, martedì 12 maggio, dagli agenti della Polfer mentre si trovava a bordo del convoglio. Durante la perquisizione i poliziotti hanno trovato circa 9 grammi di hashish: mezzo grammo era custodito in una tasca del giubbotto, mentre poco più di 8 grammi erano stati occultati in un calzino. Il giovane aveva con sé anche un coltello.
Oggi, mercoledì 13 maggio, davanti al giudice Alessandro Chionna del Tribunale di Varese si è svolta l'udienza di convalida dell'arresto. In aula il pubblico ministero Arianna Cremona, mentre il marocchino è stato assistito dall'avvocato Simone Castoldi del foro di Monza. Nel corso dell'udienza il giovane ha sostenuto che la droga fosse destinata esclusivamente all'uso personale. Ha raccontato di lavorare nei mercati a Milano e di vivere nel capoluogo lombardo in un appartamento condiviso con un'altra straniera.
Secondo la sua versione, si era recato a Laveno per incontrare un cugino e insieme avrebbero acquistato lo stupefacente, consumandone una parte. Ha inoltre spiegato di dividere l'hashish, conservandone la maggior quantità in un calzino per timore di eventuali controlli. La polizia ferroviaria lo ha trovato anche in possesso di 822 euro in contanti e di un telefono cellulare, che però non è stato sequestrato. Per gli investigatori il denaro potrebbe essere provento dell'attività di spaccio, ma l'indagato ha sostenuto di portare con sé quella cifra perché non si fida a lasciarla nella stanza in cui vive a Milano.
Il pubblico ministero ha definito poco credibile il racconto del giovane, sottolineando anche la presenza di diversi precedenti penali, compresi episodi legati al possesso di armi clandestine. Per questo motivo, oltre alla convalida dell'arresto, la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. La difesa si è invece opposta alla misura, ritenendola eccessivamente afflittiva in relazione alla quantità di droga sequestrata. L'avvocato Castoldi ha inoltre sostenuto che il coltello sia stato utilizzato soltanto per tagliare lo stupefacente e ha contestato anche il riferimento nel verbale all'esistenza di 28 dosi di hashish, aspetto sul quale in aula non sarebbe stata fatta piena chiarezza.
Al termine dell'udienza il giudice ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per il giovane marocchino, rilevando tra l'altro come l'attività lavorativa dichiarata non sia stata dimostrata, essendo svolta in nero, e come il domicilio indicato non risulti ufficiale.
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