L’ANALISI
Inverno sotto zero, ma non come in passato
I dati del Centro geofisico prealpino: ecco com'è cambiato il freddo
Le mani gelate, i vetri delle auto da sbrinare e quella sensazione di freddo pungente che ci ha accompagnato in questa prima decade di gennaio. Per molti varesini è stato un inizio d'anno "polare", ma i dati raccontano una storia diversa. Se guardiamo ai numeri, il freddo del 2026 non è che un pallido ricordo dei veri inverni che hanno segnato la storia della nostra città.
La classifica del gelo: il 1985 resta imbattibile
Analizzando le statistiche meteo del Centro geofisico prealpino dal 1967 a oggi, la settimana appena trascorsa non riesce nemmeno ad avvicinarsi alla "top ten" delle più fredde. Il primato assoluto spetta ancora alla storica ondata di gelo del gennaio 1985: in quella settimana, iniziata il giorno dell'Epifania, Varese registrò una media delle minime di ben -10,4°C, con punte assolute di -12,5°C.
Nel febbraio 2012 la media delle minime scese a -8,6°C e lo spettacolo fu incredibile: il lago di Varese ghiacciò completamente, trasformando lo specchio d'acqua tra la Schiranna e Bodio in una distesa bianca che molti ricordano ancora con nostalgia.
2026: un freddo "modesto"
I numeri della settimana del 4 gennaio 2026, al confronto, appaiono quasi timidi. La media delle temperature minime è stata di appena -2,9°C. Anche il picco più basso, i -5°C toccati il 7 gennaio, rientra in una variabilità quasi normale per il periodo: un valore identico era stato registrato solo cinque anni fa, nel febbraio 2021. Siamo lontanissimi dai -12°C toccati nel dicembre 2009. Il divario diventa ancora più evidente salendo di quota. Al Campo dei Fiori (1226 m), la minima più bassa di questo gennaio è stata di -7,8°C. Un dato che non regge il confronto con i -17,5°C del 1985 o i -13,2°C del 2012.
L’effetto "perdita di memoria"
Perché allora questo inizio 2026 ci è sembrato così estremo? La risposta, secondo gli esperti del Centro geofisico, risiede nella nostra percezione, influenzata dal riscaldamento globale degli ultimi anni. Ci stiamo semplicemente abituando a inverni sempre più miti, perdendo la memoria storica di cosa significasse vivere una stagione invernale a Varese solo trent'anni fa. Come spiega da Villa Baragiola, quello che oggi definiamo "gelo", un tempo sarebbe stato considerato poco più che una rinfrescata stagionale.
© Riproduzione Riservata


