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Isola Bella, un unicorno sullo scoglio fiorito
Il Teatro Massimo doveva lasciare stupefatto chi arrivava dalle acque del lago Maggiore. Prima di Vitaliano VI, fino al 1630, fu dimora di pescatori

Svetta l’Unicorno, simbolo della famiglia Borromeo, su quello che è un vero e proprio monumento fiorito e che a sua volta simboleggia la potenza di chi di quello scrigno fu sovrano. Già il colpo d’occhio per chi arriva, ma soprattutto arrivava secoli fa, dall’acqua stava e sta ancora a sottolineare il significato della famiglia Borromeo sul territorio che dal Quattrocento ne costituiva il feudo. Siamo all’Isola Bella, fino al 1630 scoglio abitato da pescatori e su cui Vitaliano VI Borromeo, considerato il “fondatore” dell’Isola, portò avanti il progetto già iniziato da suo padre Carlo III, trasformandola in qualcosa capace di stupire. Allora come oggi. E quello che è, appunto, un monumento fiorito su cui svetta l’Unicorno, simbolo araldico della famiglia Borromeo, è il Teatro Massimo, che dell’Isola Bella è un po’ il cuore e sul quale in questi ultimi mesi si sono concentrati importanti e interessanti interventi di manutenzione.
«I siti borromei sono aperti ogni anno da metà marzo fino ai primi di novembre – spiega Serena Sogno, responsabile dei beni culturali e del patrimonio artistico delle Terre Borromee –, ricevendo in questo periodo moltissimi visitatori in luoghi che hanno in sé molte fragilità e come tali richiedono una tutela costante». Una cura quotidiana, anche se maggiormente concentrata nel periodo di chiusura al pubblico, con manutenzioni ordinarie e straordinarie del patrimonio che anche il semplice passaggio di così tanti visitatori sottopone a una sorta di “logorìo”. «Abbiamo una programmazione serrata, sala per sala, del museo che permette di tenere sotto controllo lo stato di conservazione del manufatti, che sono molto vari tra loro, da sedie a piccolo punto a statue, pavimenti in seminato veneziano, a dipinti – prosegue Serena Sogno –. Da qualche anno abbiamo in animo di dedicarci in maniera più costruita alla conservazione e alla manutenzione delle statue del giardino dell’Isola Bella: un lavoro iniziato due anni fa partendo con una vera e propria indagine approfondita e una mappatura e schedatura di ogni statua e ogni elemento decorativo presente, a cui ci siamo dedicati in maniera strutturata una volta raccolta una documentazioni vastissima, con immagini fotografiche fatte anche con droni che permettessero di verificare lo stato di conservazione senza montare ponteggi». Questo ha portato a porre priorità di intervento, contenute in un progetto articolato presentato alla Soprintendenza. «I lavori di manutenzione straordinaria sugli elementi lapidei sono iniziati quest’anno – sottolinea Sogno –, dedicandoci in particolar modo proprio alla zona del Teatro Massimo, luogo ammirato dei giardini dell’Isola, sorta di monumento fiorito costituito da tre grandi esedre, semicerchi sovrapposti tra loro su cui si innestano nicchie, statue, balaustre sempre di pietra decorata che necessitavano di un intervento».
Il Teatro Massimo, con le sue statue, i suoi obelischi, le sue fontane, i suoi vasi che si integrano perfettamente con la vegetazione delle dieci terrazze scenografiche su cui svetta l’Unicorno, e con attorno un tripudio di fiori e di piante, anche rare, dalla Gunnera manicata le cui foglie possono raggiungere i due metri di diametro alla Halesia Diptera con i fiori che sembrano fiocchi di neve, dalla Canfora secolare all’Anice stellato al Pino messicano, dal Parterre delle azalee al Giardino d’Amore con le siepi di bosco che sembrano ripetere un vero e proprio ricamo. E ancora camelie, rose, oleandri, ortensie, agrumi. Non è un caso se dal 2002 i giardini dell’Isola Bella, insieme a quelli dell’Isola Madre, fanno parte del prestigioso circuito inglese della Royal Horticultural Society, istituzione fondata a inizio Ottocento tra le più famose organizzazioni mondiali nel campo dell’orticoltura e del mondo del giardinaggio.
Il restauro del Teatro Massimo dell’Isola Bella è iniziato dalle quattro statue più grandi poste ai lati e che rappresentano l’Aria, l’Acqua, la Terra e il Fuoco, e stanno proseguendo sulla parte centrale che riguarda anche l’Unicorno. E nonostante la copiosa pioggia di questa primavera abbia rallentato i lavori, all’Isola Bella i responsabili sono soddisfatti dei primi risultati raggiunti. «Le statue già pulite sono già tornate – conferma Serena Sogno – e sono state anche sistemate stuccature vecchie con colori che non erano più in tinta: l’effetto finale naturale è molto gradevole per l’occhio. E soprattutto viene garantita la fruibilità di questa parte del patrimonio per moltissimi anni a venire».
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