IN CIELO
La Luna: fonte di riflessioni e interrogativi
Fondamentale per gli studi di scienziati, scrittori e filosofi. Il centro anche di miti e leggende

A volte è una sfera di luce, uno spicchio, una falce, un filo d’argento appeso nel cielo di notte. A volte è una palla di fuoco talmente grande e vicina che sembra di poterla toccare. Sono le tante facce della luna, le sue fasi che la rendono mutevole per forma e posizione, ma sempre presente nel firmamento anche quando non riusciamo a vederla.
Dalla sempre, l’uomo, alzando gli occhi al cielo, è rimasto incantato dalla sua bellezza e la sua visione ha suscitato in lui riflessioni e interrogativi. «Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa luna?» è il celebre incipit del Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Leopardi. Allo stesso modo, scrittori, poeti, filosofi hanno preso come spunto il nostro satellite per riflettere sul senso della condizione umana. La scienza sta ancora cercando di capire quali siano le influenze che la luna esercita sulla terra, come dimostrano i numerosi studi in atto su questo tema. Influenze che, per la quasi totalità sono legate a credenze popolari, ad antiche tradizioni e all’osservazione empirica.
Nonostante i miti e le leggende sulla luna non abbiano una base scientifica, non si può negare che questo corpo celeste eserciti un forte impatto sul nostro pianeta. Dal punto di vista fisico due sono i modi in cui la luna può interagire con la terra: la forza di gravità e la luce solare che essa riflette. La forza di gravità in particolare è il fattore responsabile dell’unico fenomeno scientificamente provato che la luna ha sulla terra e cioè le maree. La forza attrattiva della luna sul globo provoca regolarmente, ogni sei ore circa, un innalzamento o un abbassamento dei livelli delle acque. Quando la luna è più vicina a un punto della crosta terrestre, la forza attrattiva è maggiore e dunque l’acqua si alza e tende ad ingrossare mari e fiumi. È questo il meccanismo che, ciclicamente, da origine alle maree. Se dunque non ci fosse la luna non esisterebbero le maree e di conseguenza anche alcune specie, i cui bioritmi sono strettamente legati a questo fenomeno, sarebbero a rischio di sopravvivenza come le tartarughe d’acqua e altri animali tra cui i coralli.
E questa è scienza. Ma se ci addentriamo nel campo delle credenze popolari, la regina della notte sembra giocare un ruolo di primo piano nelle faccende umane. Gli agricoltori osservavano la luna (alcuni ancora lo fanno) per programmare le loro attività: in luna crescente effettuavano trapianti e semine, in quella calante tagli di fieno e raccolti o potature di alberi da frutto. E così si procedeva all’imbottigliamento dei vini: fermi con luna piena, frizzanti con luna crescente e dolci o da invecchiamento con luna calante. Osservando l’alone intorno al suo cerchio, gli anziani prevedevano l’arrivo della pioggia.
“Se il cerchio è vicino l’acqua è lontana, se il cerchio è lontano l’acqua è vicina” recita un vecchio proverbio. Secondo alcune teorie le fasi lunari sarebbero legate al ciclo mestruale e influenzerebbero gravidanze e parti ma anche il tono dell’umore e la durata del sonno. Uno studio dell’Università di Basilea ha monitorato un gruppo di persone durante il sonno, tenendone sotto controllo i collegamenti delle cellule cerebrali, il movimento degli occhi e il livello di ormoni prodotti. In tempo di luna piena, i volontari hanno dormito 20 minuti in meno della media. Inoltre, la loro fase di sonno profondo è diminuita del 30 per cento ed è calata anche la secrezione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia. Una prova dunque che il corpo celeste ha una qualche influenza sulle attività del nostro organismo.
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