FONDAZIONE PRADA
La perfezione della statue di cera

Uno dei musei più visitati di Londra - subito dopo il British Museum e la National Gallery - è il Museo delle Cere di Madame Tussaud, nato dalla collezione di ritratti di cera di Marie Tussaud e oggi di proprietà dell’azienda inglese Merlin Entertainments, la stessa che gestisce anche i parchi divertimento Gardaland e Legoland. Nel tempo, sono nate sedi in tutto il mondo, da Berlino a Instanbul, da Hong Kong a Las Vegas, Vienna, Shanghai, Washington. Insomma, il macabro fascino delle cere attira.
LA CEROPLASTICA
Ma prima di essere un’attrazione, la ceroplastica - nota già ai tempi dei romani – fu utilizzata per la pietà religiosa nei ritratti votivi, per la raffigurazione del potere e, soprattutto dal Settecento, per la ricerca scientifica. È il caso delle 1400 sculture in cera del Museo della Specola di Firenze, voluto dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena e inaugurato il 22 febbraio del 1775 quale progetto illuministico per l’accrescimento culturale popolare e come aiuto ai giovani dottori per comprendere - senza ricorrere all’osservazione diretta di un cadavere - la natura dell’apparato umano, reso vivido grazie alle sorprendenti restituzioni di alcuni tra i più bravi ceroplasti dell’epoca, come Francesco Calenzuoli, Luigi Calamai o Clemente Susini.
LA MOSTRA
Approfittando della chiusura temporanea della Specola (oggi parte del Museo di Storia Naturale e del sistema museale di ateneo dell’università di Firenze), una selezione di ceroplastiche del XVIII secolo è esposta alla Fondazione Prada di Milano per una mostra che si muove ai confini tra arte e scienza. Per l’occasione sono stati selezionati quattro modelli anatomici femminili, tre appartenenti alla sezione sistema linfatico e uno dalla sezione di ostetricia (la cosiddetta Venere, un raro modello con parti scomponibili conosciuto per la sua bellezza trascendente), nove cere dettagliate raffiguranti la gestazione, anch’esse provenienti dalla sezione di ostetricia e una serie di settantadue copie espositive di disegni anatomici raccolti in nove vetrine. Straordinariamente realistiche, con le gote rosa e la cera morbidamente lavorata tanto da sembrare vera pelle, i capelli naturali e lo sguardo quasi estatico, simile ad alcune sculture di sante barocche, le statue esposte mostrano anche gli organi interni (anch’essi resi alla perfezione ed estetizzati fino a eliminare l’effetto repellente).
IL CORTOMETRAGGIO
Su di loro si è posato, in modo inedito, lo sguardo del regista canadese David Cronenberg, che ha realizzato per la mostra un cortometraggio dal titolo “Four Unloved Women, Adrift on a Purposeless Sea, Experience the Ecstasy of Dissection” (Quattro donne mai amate, alla deriva su un mare senza scopo, sperimentano l’estasi della dissezione), offrendo una visione alternativa dei modelli anatomici, liberandoli dalla funzione accademica in quanto strumento medico e didattico e mostrandone la fascinazione e l’aspetto vitale. L’abbinamento tra le opere e il corto rende fluido il rapporto tra scienza e arte e la mostra rappresenta la tappa più recente di un percorso di ricerca della Fondazione Prada allo scopo di far conoscere importanti collezioni provenienti da “musei ospiti” per innescare un dialogo tra una collezione storica e un’istituzione contemporanea.
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