VILLA REALE
La rivoluzione pittorica dei Macchiaioli

”Strada solitaria” è un’opera dipinta da Giovanni Fattori nel 1848 sul coperchio di una scatola di sigari. Costruita a macchie di colore e giocata sulla variazione di toni del verde, la composizione lascia a tratti visibile la superficie lignea del supporto rendendo anch’essa elemento cromatico. È questa una delle 90 opere selezionate ed esposte nella mostra allestita all’Orangerie di Palazzo Reale a Monza, curata da Simona Bartolena, prodotta e realizzata da ViDi cultural, in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e con il Comune di Monza.
I MACCHIAIOLI
L’esposizione, dedicata ai “Macchiaioli e l’invenzione del Plein air tra Francia e Italia”, ripercorre le vicende di uno dei movimenti artistici più importanti della scena culturale italiana, sviluppatosi nella seconda metà dell’Ottocento, che con le sue ricerche pittoriche d’avanguardia ha per molti aspetti anticipato, con sorprendente modernità, gli esiti proposti successivamente dagli Impressionisti francesi. Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Silvestro Lega. Pittori “del vero dal vero”, che dipingevano en plein air, immersi nella natura. Giovani artisti che si ritrovavano al caffè Michelangelo e che desideravano superare le regole ormai stantie della pittura accademica per diventare protagonisti del rinnovamento della pittura italiana in un periodo di altrettanto significativi cambiamenti storici. Diversi per storia e personalità, i macchiaioli sostenevano che l’immagine del vero è costituita da un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, che si possono rilevare tramite una tecnica chiamata “dello specchio nero”, mediante cioè uno specchio annerito con il fumo che permette di esaltare i contrasti chiaroscurali. Da qui il termine “pittura di macchia”, utilizzato da un giornalista della Gazzetta del Popolo in occasione di un’esposizione fiorentina nel 1862 in riferimento alle stesure cromatiche spregiudicate di Signorini. Un’espressione denigratoria, dunque, che gli artisti adottarono come nome del loro gruppo.
L’ESPOSIZIONE
L’esposizione è incentrata su alcune tematiche principali, come il paesaggio, le scene di genere e la pittura di storia, e si sviluppa cronologicamente dall’influsso esercitato sugli artisti toscani dai colleghi francesi della Scuola di Barbizon, fino al sesto decennio dell’Ottocento, periodo di crisi del gruppo. «La mostra - racconta Simona Bartolena - propone un modo di narrare la vicenda poco consueto, molto vicino allo sguardo di coloro che di questa rivoluzione furono i protagonisti, che porta il pubblico a immergersi in un momento storico e culturale molto vivace, da cui emergono i fermenti di rivolta di questi nuovi pittori, insieme alle loro forti personalità artistiche e umane. Mediante approfondimenti biografici e spiegazioni tecniche, lo spettatore può scoprire la vera importanza storico-artistica della pittura macchiaiola, troppo spesso nota solo per la piacevolezza delle sue tavolette». È possibile visitare la mostra alla Villa Reale di Monza fino al 21 aprile. info vidicultural.com.
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