I FUNERALI
L’addio a Elisa: «Ovunque sarai»
Le note di Irama per l’ultimo saluto alla 26enne morta dopo l’incidente sulla Statale 394. La cerimonia al cimitero di Giubiano
È stata una cerimonia breve e intensa quella che, venerdì 28 novembre nel crematorio di Giubiano, ha accompagnato l’addio a Elisa Dello Nigro, morta a 26 anni il 17 novembre, a una settimana di distanza dal terribile incidente in auto sulla Statale di Germignaga. Il momento più struggente è stato quando la mamma, Angela Cecchinato, accompagnata dal figlio Davide, si sono avvicinati alla bara bianca, coperta di girasoli gialli, per dare un’ultima carezza a Elisa. Poi è stato il turno del giovane sposo, Harry, che aveva preso in moglie Elisa da qualche settimana, che incredulo si stringeva la fede al dito. Accanto a lui il padre della giovane, Dario.
L’ULTIMO SALUTO
La sorte ha spezzato la vita di Elisa in un momento felice. Si stava trasferendo da Gavirate a Mesenzana, per cominciare la sua nuova vita. Quella sera, fra l’11 e il 12 novembre, era lei alla guida della Peugeot 107 che, affrontando la Statale 394 in direzione di Luino, ha perso aderenza urtando il guardrail e ribaltandosi più volte. La povera Elisa era stata sbalzata dall’auto e le sue condizioni erano apparse subito disperate: è mancata all’ospedale Sant’Anna di Como, mentre il marito è rimasto ferito in modo non grave. A piangerla, ieri, in una sala del Commiato troppo piccola per contenere un dolore così grande, c’erano anche i tifosi dell’hockey varesino. Nessuno ha trovato la forza di parlare. Dopo la benedizione, sono state le parole di Irama a riempire la stanza. Dalla canzone è arrivato un messaggio potente: “Ovunque sarai, ovunque sarò. In ogni gesto io ti cercherò. Se non ci sarai, io lo capirò. Se tornerai qui, se mai, lo sai che io ti aspetterò”.
AFFETTO E VICINANZA
Già nei giorni scorsi, dalle società di hockey e dal pubblico giallonero sono arrivati messaggi di vicinanza verso mamma Angela e al compagno Harry Hamendt, che gioca nell’academy dei Crazy Bees e che aveva contagiato Elisa con la passione per l’hockey. «Grazie per la vicinanza», ha sussurrato la mamma a chi le portava le condoglianze. Poi solo il silenzio, il dolore e quei girasoli gialli, simbolo del sole che Elisa ha portato via con sé.
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