TOURNEE INTERNAZIONALE
Le magiche atmosfere degli Hooverphonic
Il trio fiammingo torna in Italia con un unico appuntamento ai Magazzini Generali

Parafrasando la loro più popolare canzone, siamo tutti pazzi di loro. È assodato che gli Hooverphonic siano una delle band più venerate dai seguaci del pop, soprattutto grazie a un’orecchiabilità che non scade mai nel cliché.
Il celebre trio fiammingo che ha fatto la storia dell’alternative europeo del Ventunesimo Secolo è in procinto di ritornare in Italia. Il prossimo concerto del loro peculiare tour è fissato infatti per giovedì 21 alle 20 ai Magazzini Generali di Milano. È il caso di definirlo, appunto, peculiare, perché sfrutta una strategia commerciale sempre più in voga tra gli artisti contemporanei, ma ancora non canonica.
Materialmente, gli Hooverphonic non hanno ancora un nuovo album da promuovere, dato che bisognerà aspettare questa primavera per conoscere il contenuto di Fake is the New Dope. Manca davvero poco, in realtà, e la tournée internazionale intrapresa dal terzetto serve proprio a preparare il terreno per questa incombente uscita. Il banco di prova dal vivo non è mai stato un grosso problema per il progetto capitanato dal bassista, tastierista e programmatore Alex Callier, co-fondato dall’indefesso chitarrista Raymond Geerts e da tempo suggellato dall’incantevole voce di Geike Arnaert, musa biondo-crinita delle calde atmosfere trip hop che ne hanno animato dischi e performance.
Ai Magazzini ci sarà sicuramente spazio per i singoli già rilasciati in ottica della pubblicazione dell’ultimo lavoro in studio. Mysterious è stato il primo, seguito da Don’t Think e Por Favor. Lo scorso novembre è stato infine il turno di And Then I Found You. Un ascolto degli inediti già lanciati rivela una precisa scelta programmatica della band, decisa a cimentarsi in un ritorno alle origini del proprio sound.
Il contesto sonoro rimanda difatti alla musica elettronica degli anni Novanta, quella portata in auge da figure come Todd Henry e gli Everything But The Girl e che nel 1995, l’anno dell’istituzione degli Hooverphonic da parte di Callier e Geerts, rappresentava per la giovane coppia di musicisti belgi un vero e proprio imprescindibile punto di riferimento artistico. L
’onirico e suadente dream pop che il gruppo ha perseguito in quasi ormai tre decenni di carriera è del resto alla base non solo di Fake is the New Dope, di cui si dice sarà un ottimo incentivo non solo all’ascolto ma anche al ballo, ma di gran parte dei loro successi, che non potranno assolutamente essere esclusi dalla scaletta che sta per essere eseguita in quel di Milano.
Partoriti da un’idea del polistrumentista Callier agli albori degli Nineties, gli Hooverphonic hanno preso questo nome in concomitanza con l’ingresso in formazione della cantante Liesje Sadonius, con cui fu pubblicato l’album d’esordio A New Stereophonic Sound Spectacular. Poco tempo dopo il microfono fu affidato però ad Arnaert, che in undici anni di militanza è stata assurta a emblema della poliedrica raffinatezza che contraddistingue la band.
Dopo le collaborazioni degli anni ‘10 con la talentuosa cantante Noémie Wolfs e la giovane Luka Cruysberghs (vincitrice della versione belga di The Voice, dove Callier era stato giudice e suo coach), con l’inizio del 2020 si è assistito al reintegro in formazione della Arnaert.
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