GLI EPISODI
Le occhiate di Gigi Riva alle tre scimmiette
Una serie di “sfortunati” eventi culminati con l’addio al bomber

Ci perdonerete se, come la scorsa settimana, parliamo di calcio, ma questo accade in quanto, guardandoci intorno, ci rendiamo sempre più conto di come il mondo pallonaro sia un termometro formidabile dello stato del nostro paese di questi tempi e troppi sono i fattacci dei giorni scorsi, buon ultimo un bello scandalo arbitri sollevato dalle Iene, per non ritornare a quello che, una settimana fa, rievocavamo come il gioco delle tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano.
A cavallo dello scorso weekend, la Supercoppa italiana ha fatto da cornice a una serie di episodi che lasciano a bocca aperta, il più clamoroso gli insulti razzisti nei confronti del portiere del Milan, Mike Maignan, che si è sentito dare della scimmia da alcuni mentecatti tifosi dell'Udinese. Nulla di sorprendente per un paese nel quale un fatto del genere non è un reato bensì solo un'aggravante: a intristire sempre più sono le reazioni di tutti i pezzi da 90, calcistici e non solo, che si sono indignati per cinque minuti prima che tutto venisse spazzato via da nuove polemiche arbitrali e dall'attesa per la finalissima della già citata Supercoppa fra Napoli e Inter.
Una partita alla quale pochissimi tifosi hanno però potuto assistere dal vivo. Del resto, andateci voi in Arabia Saudita in un lunedì lavorativo. Ma la Lega Calcio, quindi le società della Serie A che si lamentano perché si gioca troppo ma che venderebbero la madre per una manciata di petrodollari, ha fatto come gli alieni di “Mars Attacks!” che, mentre sterminano i terrestri, ripetono meccanicamente «Veniamo in pace». Tanto che a fine partita il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, uno dei più critici tanto da minacciare di non presentare la squadra, si è lanciato in un surreale spot sulla partnership con l’Arabia Saudita confermandosi maestro del “chiagni e fotti”.
Di più, il presidente di Lega, Lorenzo Casini, ha rivelato il progetto di far disputare all'estero un'intera giornata di campionato, facendo entrare nelle casse dei club tanti soldoni mentre, in uno stadio deserto in Qatar, si disputa Empoli-Sassuolo. Ma, siccome il destino non perdona, ecco che proprio a pochi istanti dall'inizio della finale muore Gigi Riva, colui che più di tutti rappresenta l'aspetto sano dello sport, la semplicità del pallone di una volta, il rifiuto dei compromessi in nome del denaro.
Figc e Lega Calcio hanno così avuto la bella pensata di organizzare in fretta e furia un minuto di silenzio all'inizio del secondo tempo. Ma la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi e i nostri lungimiranti dirigenti, scatenando i fischi del pubblico arabo, poi giustificati in modo goffo e tardivo, hanno finito per fare una figura che avrebbe fatto arrossire Fantozzi. Non foss’altro perché, per evitare imbarazzi, sarebbe bastato informarsi, visto che pochi giorni prima era accaduto lo stesso a quelle latitudini durante il ricordo di Beckenbauer prima della finale di Supercoppa di Spagna. Tant’è, questi abbiamo e ce li dobbiamo tenere.
Ci viene però da ripensare proprio al campione leggiunese, visto da tanti come silenzioso e quasi schivo. In realtà, ci è stato raccontato da chi lo conosceva bene, Riva parlava eccome, anche solo con quello sguardo tagliente e ironico che lo caratterizzava. E siamo certi che lui, che con queste persone ha lavorato per tanti anni, qualche occhiata delle sue gliel’ha tirata eccome.
© Riproduzione Riservata