LEGNANO
Almici e Radice allo sprint: caccia all’ultimo voto sui social
A Legnano differenza minima tra i due candidati in vista del ballottaggio
Si riparte da un sostanziale testa a testa. Lorenzo Radice, candidato del centrosinistra (sostenuto da Pd, Insieme per Legnano-Legnano Popolare, ri-Legnano e Fare Centro), e Mario Almici, candidato del centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Legnano Ideale), apparentato con la Lista Toia, si giocano la fascia tricolore sul filo di lana. I numeri del primo turno pubblicati sul portale Eligendo raccontano una città divisa quasi a metà: sommando i voti di Radice e quelli del Patto Civico progressista guidato da Federico Amadei si arriva al 49,85%, mentre Almici e Lista Toia raggiungono il 50,14%. La differenza, però, sta nelle alleanze. Almici ha ufficializzato l’apparentamento, mentre Radice ha scelto di non formalizzare accordi con Amadei. Proprio ieri sera le forze del Patto - Osservatorio Civico, Avs, Movimento 5 Stelle e Rifondazione - si sono riunite per decidere la linea da tenere in vista del ballottaggio e l’esito del summit sarà reso noto nella giornata di oggi.
In assenza di confronti pubblici tra i candidati, la campagna elettorale si è spostata intanto soprattutto sui social, dove appelli e prese di posizione si susseguono senza sosta. Da una parte chi punta sulla continuità amministrativa, dall’altra chi invoca una svolta dopo cinque anni e mezzo di governo cittadino.
L’anguriata
Al Centro Sportivo di via della Pace, nel quartiere Mazzafame, Almici ieri sera ha intanto organizzato una “anguriata” aperta alla cittadinanza «per stare insieme, ascoltarci e parlare della Legnano che vogliamo costruire». Un’occasione, ha spiegato, per confrontarsi «sui problemi concreti e sulle risposte che servono. Mazzafame merita attenzione, presenza e risposte serie». Attraverso i social il candidato del centrodestra ha poi lanciato un appello ai cittadini: «Il vostro supporto ci ha portato fin qui, ma c’è ancora un ultimo passo da fare. Ora serve ancora più energia, ancora più partecipazione, ancora più voglia di costruire insieme una città che funzioni davvero». Sulla stessa linea Carolina Toia, che ha ribadito le ragioni dell’accordo con il centrodestra: «Ho scelto di affiancare Mario Almici per una ragione semplice: i legnanesi hanno chiesto un cambiamento. Insieme rappresentiamo tutti i cittadini che al primo turno hanno detto basta a questi sei anni di giochetti politici e cattiva amministrazione».
L’Anpi e i cento
Sul fronte opposto, Radice incassa il sostegno pubblico di Anpi Legnano e del gruppo dei “Cento”. L’associazione dei partigiani invita «tutti i democratici e antifascisti alla partecipazione al voto», sostenendo chi «ha difeso costantemente i valori dell’antifascismo costituzionale, della solidarietà, della giustizia sociale, dell’accoglienza e della partecipazione». Anche un centinaio di cittadini, espressione di diversi ambiti della società civile legnanese, ha sottoscritto un appello a favore del sindaco uscente: «Cinque anni fa ci siamo fidati di una candidatura nuova e di una proposta di sviluppo e benessere fondata sulla centralità delle persone e della comunità», si legge nel documento. Secondo i firmatari, il programma oggi riproposto agli elettori resta «all’insegna della concretezza e della continuità».
L’incognita
A pochi giorni dal voto, un’incognita potrebbe comunque pesare più di tutte: l’affluenza. Al primo turno si è recato alle urne appena il 51,45% degli aventi diritto, il dato più basso mai registrato per le amministrative cittadine. La storia dei ballottaggi insegna che la partecipazione tende a diminuire ulteriormente. Proprio per questo la Cgil Ticino Olona ha rivolto un appello ai cittadini: «Partecipare al voto è un gesto importante di responsabilità democratica», sottolineando la necessità di un’amministrazione capace di mettere al centro lavoro, servizi, sostenibilità e coesione sociale. La sfida è aperta. E stavolta, più che mai, potrebbe decidersi davvero all’ultima scheda.
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