CORTE DEI CONTI
L’ex sindaco Tosi risarcisce il Politecnico
Doppio incarico da dipendente dell’ateneo: paga 79mila euro
Negli stessi anni in cui era professore associato in regime di impiego a tempo pieno al Politecnico di Milano svolgeva anche il ruolo di amministratore e socio al 90% di una società di capitali con sede legale a Busto. Un’attività professionale esterna che, per quanto non redditizia (è stato accertato che non ha percepito compensi né emolumenti né dividendi), è stata ritenuta incompatibile con il suo status di dipendente pubblico. Le indagini del Nucleo operativo metropolitano di Milano della Guardia di Finanza hanno attivato un procedimento davanti alla sezione regionale della Corte dei Conti a carico di Gianfranco Tosi, ingegnere, che ricopriva la cattedra di tecnologia dei metalli, da tempo in pensione, concluso da parte dell’ex sindaco leghista di Busto versando un risarcimento di 79 mila euro per danno erariale.
Le richieste della Procura
Al termine del procedimento, la Procura della Corte dei Conti ha chiesto di condannarlo, con «imputazione di dolo», per danno erariale a più di 263mila euro relativo al periodo compreso tra il 2012 e il 2016. A seguire della contestazione della Procura, Tosi avrebbe «compromesso la propria attività lavorativa di docente a tempo pieno» e conseguentemente «cagionato un pregiudizio all’ateneo» in cui prestava servizio. Il rito abbreviato e il risarcimento Tosi, che oggi ha 78 anni e che nel giudizio contabile è stato assistito dall’avvocato Emanuele Caimi, pur «eccependo l’infondatezza della prospettazione accusatoria e rimarcando davanti alla Corte dei Conti la correttezza della propria condotta», ha fatto istanza di rito abbreviato per poter definire il giudizio con il pagamento di poco più di 79mila euro, e cioè il 30% del danno erariale contestato. La Prealpina ha più volte contattato l’avvocato Caimi ma non è stato possibile parlargli.
Importo congruo
Ottenuto l’okay della Procura e a fronte dell’effettivo pagamento del risarcimento, incassato dalla tesoreria dell’università, la Corte dei Conti ha dichiarato definito il giudizio contabile nei confronti di Tosi. In sede di motivazione, il collegio giudicante ha osservato che «l’importo concordato tra la parte convenuta e la Procura contabile regionale può essere ritenuto congruo, avuto in particolare riguardo alla circostanza che la somma offerta, pari al 30% dell’importo risarcitorio, non risulta meramente simbolica, costituendo, invece, un serio, per quanto parziale, ristoro del pregiudizio provocato all’ente di appartenenza. Parimenti, per la sua non irrisoria entità, appare soddisfare anche lo scopo della deterrenza che, congiunto a quello restitutorio, caratterizza la responsabilità amministrativa».
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