SALUTE
L’ictus si può controllare

Questa riflessione deriva da un esame delle disomogenee risposte sanitarie che il nostro Paese attualmente offre nei confronti di questa grave e diffusa patologia.
Una riflessione ma anche delle raccomandazioni contenute in un Manifesto che l’Osservatorio Ictus Italia ha presentato di recente alle istituzioni competenti di politica sanitaria.
Il primo dato del Manifesto conferma la disomogeneità della risposta sanitaria sul territorio per un paziente con ictus cerebrale: rispetto alle 300 Unità neurovascolari (Stroke Unit) che sarebbero necessarie per assicurare una copertura ottimale, sono disponibili solo 190 Unità e 80% di queste sono concentrate al Nord (38 in Lombardia).
«Gli ultimi dati Istat mostrano che in Sicilia i valori di mortalità per le malattie cerebrovascolari sono doppi rispetto a quelli del Trentino Alto Adige», fa notare Nicoletta Reale, presidente dell’Osservatorio Ictus Italia.
Il Manifesto mette anche in evidenza la necessità di azioni concrete, lanciando una “Call to action” in dieci punti sulla prevenzione e sulla diagnosi dell’ictus cerebrale, una delle patologie a maggior rischio di mortalità e disabilità.
«Una malattia che con l’aumento delle aspettative di vita è diventata sempre più preoccupante per le gravi ricadute assistenziali ed economiche», aggiunge l’onorevole Rossana Boldi che al Senato e alla Camera si occupa da tempo di problemi medico-sociali.
Nei dieci punti del Manifesto si fa esplicito riferimento alla necessità di potenziamento e aggiornamento delle molte voci che caratterizzano questa patologia: inserimento dell’ictus cerebrale nei piani sanitari regionali, messa a punto di percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali mirati, l’uso di terapie e dispositivi medici di nuova generazione, ma soprattutto nuove Unità neurovascolari, ben distribuite su tutto il territorio nazionale.
L’ictus cerebrale è la terza causa di morte in Italia, la prima per invalidità e la seconda per stati di demenza con perdita di autosufficienza. Si manifesta con 120mila nuovi casi l’anno. Per dare concretezza a questo dato, una popolazione pari a quelle di Ferrara o di Salerno. Poiché l’incidenza dell’ictus è legata all’età, i casi aumentano di anno in anno con l’invecchiamento della popolazione.
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