IL PROGETTO
L’idea di Mr. Henry: un brano al mese fino a ottobre
Un disco decostruttivo a vent’anni dal primo lavoro dell’artista

Un brano al mese fino a ottobre 2024. È questo il nuovo peculiare progetto di Mr. Henry, figura ben nota a chi nel Varesotto è avvezzo a frequentare i circoli più underground della musica alternativa.
Il suo Preludes to Nowhere è - o sarà - un disco decostruttivo e quasi immaginario, che trascende fisicità e tempistiche amalgamando il crooning blues-rock di influenze quali Tom Waits, Nick Cave e Leonard Cohen con un’aleatorietà sonoro-intellettiva che vuole trasportare nel Non-Dove del titolo.
L’album nasce da un’occorrenza significativa: i vent’anni dal primo lavoro di Mr. Henry. «Bisognava fare qualcosa per festeggiare - ammette - e pensando al mondo musicale di adesso dove gli album funzionano e non funzionano, ho pensato di far uscire un pezzo al mese per un anno. Era già da tempo che volevo fare un concept. Avevo in mente questa cosa dei preludi, ma a che cosa? Poi passeggiando a Barasso nelle Officine Creative, un posto un po’ decadente ma molto bello, un’ex fabbrica in stile liberty dei primi del Novecento, mi sono detto che dovevano per forza essere Preludi al Nowhere». Parola intraducibile in italiano, un «non-luogo».
«Tutti quanti lo pensano come una cosa fisica e negativa - nota Henry -. Invece per me doveva essere una cosa mentale, intima e soprattutto positiva. Me lo sono immaginato come un posto dove ognuno può essere libero da tutte le costrizioni, dal significato, dal senso. A quel punto si entra nella psichedelia, nel surrealismo. Avendo lo studio dentro le Officine Creative, il disco è stato fatto proprio all’interno del nowhere che mi ha ispirato».
I preludi sono microcosmi comunicanti, la cui pianificazione di uscita bilancia aspetto artistico e commerciale: «La struttura dei pezzi è simile: c’è un intro, ossia il preludio, che è la canzone vera e propria, poi una coda che rappresenterebbe il nowhere in cui perdersi. All’inizio ho pensato “Questo pezzo lo metterei a novembre, questo ad aprile”, e potevi starci. Ma poi l’ho pensata come un’ipotetica scaletta. I pezzi più forti sono verso la metà, per una regola di marketing».
Ma votarsi all’attesa sottintende un’altra strategia: «Il mercato discografico è impaziente e fare le cose con più lentezza, dando alle persone il tempo di gustarsi il brano e un appuntamento fisso ogni mese può servire da antidoto alla velocità e alla bulimia di informazioni e di musica che c’è oggi. Magari riesco a farli entrare nel loro nowhere…»
Il primo singolo Lonesome Rise è già disponibile. Solo alla fine dei dodici mesi l’album effettivo vedrà la luce esclusivamente in cassetta: «È un formato un po’ sfigato, forse per quello mi piace più degli altri. C’è un lato affettivo: la mia adolescenza e la mia conoscenza della musica sono state filtrate dalle cassette.
E poi all’interno ti permettono di avere un libretto a fisarmonica dove posso mettere tutte le foto associate alle canzoni. Tra l’altro vorrei stampare le immagini che sto usando per i post di social e storie come piccoli francobolli con cui la gente può spedire una lettera dal proprio nowhere interiore». Da poco avviato il blog “Una guida surreale al viaggio di Mr. Henry nel Nowhere”, con poesie, immagini e illustrazioni destinate a diventare un breve fumetto.
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