CURIOSITÀ
Cleopatra e la sua infinita ricchezza

A Cleopatra, sovrana egizia che regnò dal 52 fino al 30 avanti Cristo, si tende a perdonare tutto e a sorridere delle sue eccentriche scelte, forse anche quando sciolse una preziosa perla nell’aceto per dimostrare a Marcantonio la sua ricchezza e il suo potere.
Che sia leggenda o verità lo racconta Plinio il Vecchio nei paragrafi 119, 120 e 121 del nono capitolo del suo libro “Naturalis historia”: Cleopatra possedeva le due perle più grandi di tutti i tempi che le erano state donate dai re d’Oriente.
Tra i due amanti che si deliziavano con banchetti sontuosi c’erano spesso schermaglie e la donna affermò che fosse in grado di spendere per una sola cena dieci milioni di sesterzi.
Visto che il pasto seppur pantagruelico non costò così tanto, la regina per non perdere la scommessa si fece portare una coppa contenente aceto e vi lasciò cadere una delle perle che portava come orecchini.
Aspettò che la gemma si sciogliesse e bevve il contenuto del bacile. Plinio, che come il resto dei Romani non amava molto la sovrana egizia che chiama “regina meretrix”, racconta che il giudice della scommessa Planco impedì a Cleopatra di far fare la stessa fine anche all’altro monile e dichiarò sconfitto il condottiero romano.
La perla superstite, dopo la caduta di Cleopatra, fu divisa in due parti che andarono ad adornare i lobi della statua di Venere al Pantheon di Roma.
Nei secoli l’immagine della regina che scioglie la perla nel liquido corrosivo ha ispirato molti pittori tra cui il veneziano Giambattista Tiepolo che nel 1743 la dipinse mentre compie l’atto davanti a Marcantonio.
Visto che le perle sono fatte di carbonato di calcio l’aceto può scioglierle trasformando il liquido in acetato di calcio, acqua e anidride carbonica, ma ci vuole un po’ più di tempo di una cena anche se faraonica.
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