AMBIENTE
Lo smog abita con noi
Strade trafficate, ciminiere che fumano vapori grigiastri e maleodoranti, aria sempre più pesante ricca di inquinanti micidiali.
Via, di corsa a casa e rilassiamoci tenendo fuori lo smog e chiudendo porte e finestre.
Niente di più falso. L’aria di casa è più inquinata di quello che abbiamo sempre pensato. Il pericolo non sono tanto le polveri sottili come gas di combustione e particolato fine, che entrano tra le mura quando si apre la finestra, ma funghi, muffe e odori che quotidianamente si sviluppano.
Gran parte degli inquinanti è prodotto all’interno dell’ambiente domestico, per esempio quando si cucina si disperdono gas e particelle, quando accendiamo il camino e si brucia la legna oppure quando - e qui i fissati con l’igiene inorridiranno - si pulisce casa con i detersivi. Quelle che “abitano” con noi sono particelle temibili perché più fini del temibile PM10: hanno un diametro inferiore a 2,5 micron - detto anche PM2,5 - e che dunque più facilmente penetrano negli alveoli polmonari.
Il nemico però si annida anche nell’arredamento sotto forma di colle, vernici e isolanti che potrebbero contenere formaldeide e benzene che possono provocare mal di testa, nausea e bruciore agli occhi.
Non solo: tra gli effetti causati dall’inquinamento indoor ci sono anche stanchezza, affaticamento, difficoltà di concentrazione, irritabilità e sonnolenza.
Tutti questi sintomi con il passare del tempo potrebbero generare allergie, asma, problemi cardiovascolari e a cute e mucose e, nei casi peggiori, forme cancerogene, tanto che gli scienziati hanno ribattezzato quella che è diventata una malattia con il nome di «sindrome da edificio malato».
Cosa fare dunque per arginare il problema? Nonostante oggi si cerchi in tutti i modi di mettere il cappotto agli edifici per risparmiare sulle bollette e diventare più “green”, quel che consigliano gli esperti è di arieggiare la casa. La regola perfetta dicono sia di cambiare aria ai locali dove si soggiorna di più o si dorme ogni 4 o 6 ore, tenere la temperatura tra i 18 e i 20 gradi e il tasso di umidità tra il 45 e il 55%.
Non solo, occorre ridurre le sorgenti di combustione (legna, carbone e gas) usati per il riscaldamento, la cottura di cibi e persino l’accensione di una candela, peggio se di quelle profumate; scegliere detersivi meno dannosi, vernici non tossiche e mobili realizzati con materiali che non rilasciano inquinanti.
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