DEGUSTAZIONE
Caffè “Experanto”, la nuova specialità del Lago Maggiore

Quel profumo di caffè che ci accompagna fin dall’infanzia.
Soprattutto nelle case dove si usava e usa preparare la bevanda del mattino con la caffettiera.
Un rito di passaggio quando finalmente gli adulti concedevano di poter bere il caffè al mattino a colazione. Non prima dei 15 o 16 anni.
Loris Buffon, 30 anni, ingegnere ambientale e della sicurezza nell’industria di processo, e Michele Marmino, 37 anni, consulente in pubbliche relazioni e comunicazione, si sono innamorati del caffè fin da giovanissimi.
E di questa passione ne hanno fatto un manifesto di cultura del caffè creando un “specialty coffee” come si dice nella cultura anglosassone dedicato al Lago Maggiore.
Si chiama “Experanto”, dedicato al nonno di Loris, e non solo è una miscela, blend come si dice in gergo, ma è anche un modo di bere il caffè, con lentezza e soprattutto in modo etico e di economia circolare.
Un caffè dedicato al lago che si beve in tazzine create appositamente da un giovane ceramista di Cunardo.
Questo è il momento d’oro del caffè, qual è la marcia in più di questa bevanda?
«È una bevanda meravigliosa. Crea connessione tra le persone - basti pensare ai primi locali dedicati che hanno portato in vari Paesi del Mondo alla nascita di movimenti culturali, artistici e politici - e stimola la creatività umana. Non solo con energia data dalle proprietà della caffeina ma anche benessere nel corpo. Dalla passione abbiamo costituito il nostro The blend post, un progetto di valorizzazione dello “specialty coffee” in Italia e in Europa.
Lo specialty coffee è un caffè di alta qualità i cui frutti sono raccolti dalle piante quando sono maturi e che dunque non richiede un’eccessiva tostatura, permettendone così di distinguere i sentori.
Si inserisce nel contesto moderno in cui l’uomo si prende sempre più cura di sé e che durante la propria giornata vuole gustarsi un buon caffè, innamorandosi non solo dell’effetto benefico su mente e corpo ma anche del gusto che viene assaporato».
Gli italiani lo amano, ma lo si beve velocemente, espresso appunto.
«Il legame del caffè e l’Italia è una tradizione unica e storica riconosciuta a livello mondiale. Noi comunemente ordiniamo il caffè chiamandolo semplicemente “espresso”. Un collegamento che spinge a pensare che siano parole intercambiabili ma non è propriamente corretto, in quanto l’espresso è un metodo di estrazione del caffè. Uno dei fattori determinanti per la diffusione del metodo espresso è il “tempo”, che spesso è carente».
Piccola guida pratica alla degustazione per i lettori.
«Il caffè di qualità ha diversi sentori, in quanto i grani non sono tostati a lungo diventando scuri e comprende tutte le migliori caratteristiche organolettiche, e ciò permette di gustare una tazza di caffè viaggiando dai sentori più agrumati a quelli più simili al cioccolato.
Il tutto senza aggiungere lo zucchero.
Provando caffè di diverse regioni del mondo, è possibile fare un percorso sensoriale.
Quando facciamo degustazioni del nostro, partiamo con una tazza senza aggiungerci nulla, facendo piccoli sorsi per sentire le note iniziali, e assaggiandolo a temperature diverse.
Guidiamo per fare apprezzare il caffè specialty che non ha il classico sentore di bruciato e amaro come il caffè tradizionale.
Quando si sceglie un caffè di alta qualità non estremamente tostato ed espressione di territori, ci concentriamo su sentori unici che possono andare dal cioccolato al latte, ai frutti esotici.
L’abilità della degustazione del caffè è una cosa seria e richiede tanta preparazione, esistono persino competizioni internazionali dedicate».
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