SPETTACOLO
Lorella Cuccarini nei panni di Gothel nel musical “Rapunzel”

«Impersonare Gothel è stata ed è una sfida, non solo perché è molto diverso da quelli che ho interpretato prima, ma anche perché crea molte dinamiche. Gothel, matrigna di Rapunzel, è una donna malvagia, cinica, ed è un personaggio su cui ho lavorato tanto. Ma poi Rapunzel è una fiaba: si spengono le luci e si entra nello spettacolo, ci si immerge, la vivi sulla pelle. Tutti noi in scena crediamo nei personaggi che interpretiamo e nel racconto ed è un’esperienza meravigliosa. Per me la difficoltà maggiore con Gothel è stato tirare fuori la sua malvagità: è un personaggio che intesse con Rapunzel un rapporto costruito sul possesso, non sull’amore. Però ha anche una bella evoluzione: i cattivi sono sempre un po’ bidimensionali e qui si intuisce perché Gothel è così, fino alla sua redenzione, fino a quando si lascia andare, cade la corazza e accetta il suo invecchiare, l’avere fatto il suo tempo. Un percorso molto affascinante che in dieci minuti mi fa passare da temuta ad amata dai bambini: anche questa è una magia in cui la scrittura di Maurizio Colombi in questo finale rende Gothel un personaggio più umanizzato».
È la magia della fiaba quella che Lorella Cuccarini racconta, parlando del suo personaggio, la scaltra, affascinante e perfida Gothel, appunto, ma anche del musical Rapunzel che, scritto e diretto da Maurizio Colombi, la vede al teatro Nazionale CheBanca! di Milano dal 3 al 5 dal 10 al 12 novembre. Accanto a lei, a impersonare Rapunzel, è Silvia Scartozzoni, e un cast di diciannove performer che porta sul palco una rielaborazione della celebre fiaba dei fratelli Grimm.
«Una fiaba - prosegue Lorella Cuccarini - che non è però solo per i bambini, ma per le famiglie, perché la lettura di una fiaba è diversa, ha tanti valori al suo interno: in questo spettacolo c’è amore, ma anche malvagità, energia, magia, romanticismo».
La ballerina, cantante, showgirl tanto amata dagli italiani la affronta con grinta e anche divertendosi, con un’energia che la spinge a mettersi sempre in gioco, e dando prova di essere un’artista davvero versatile e carismatica.
«Amo il mio lavoro - spiega -, l’ho scelto quarant’anni fa e lo amo profondamente. E ho un grande rispetto per il pubblico che mi ha portato successo e soddisfazione e che credo meriti sempre qualcosa di più: questo mi porta, finché avrò energie, ad alzare ogni volta l’asticella. Penso che ci siano sempre tanti traguardi da raggiungere e che ogni età può dare la possibilità di fare. E d fare sempre meglio».
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