MILANO
L'Ue importa il 56,9% di energia, in Italia cala dipendenza
(ANSA) - MILANO, 28 GEN - L'Europa resta fortemente
dipendente dalle importazioni energetiche con una percentuale
del 56,9% sul totale dei consumi. La Cina è al 24% mentre gli
Usa sono autosufficienti. E' quanto emerge dal settimo Med &
Italian Energy Report, frutto della sinergia scientifica tra
Srm, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo) e
l'Esl@energycenter Lab del Politecnico di Torino, e realizzato
con la collaborazione della Fondazione Matching Energies.
Lo studio, presentato al parlamento europeo e patrocinato dai
deputati europei Elena Donazzan e Giorgio Gori, è stato
organizzato in collaborazione con la struttura European
Regulatory and Public Affairs di Intesa Sanpaolo cha ha sede a
Bruxelles.
L'Italia ha una dipendenza energetica superiore alla media
europea ma in lieve miglioramento: scende di un punto dal 75% al
74%. La Francia grazie al nucleare ha una dipendenza inferiore
alla media europea (40,1%) mentre la Germania ha un
posizionamento, come l'Italia, superiore alla media e in
crescita al 66.8%. In questo quadro l'analisi sottolinea come il
mix elettrico europeo sta mutando: dal 2000 ad oggi l'uso del
carbone è sceso dal 32% all'11%; mentre aumentata la quota del
gas naturale dal 12% al 15%. Crescono fortemente le energie
rinnovabili, passate dal 15% al 47% contribuendo ad alleggerire
la dipendenza europea. Tutti i paesi europei hanno migliorato la
quota di rinnovabili sulla generazione elettrica: l'Italia con
il 49% del mix elettrico è sopra la media europea.
Il dialogo Euro-Mediterraneo sulle rinnovabili è quindi
"indispensabile per accelerare la diminuzione della dipendenza
energetica europea", si legge nel rapporto. (ANSA).
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