MUSICA
L’universo di Neffa tra hip hop e soul
Il rapper ha creato un’esperienza cucita su misura per i tour nei club
Tutto in poche settimane. Nove date, sette città, una manciata di settimane in pieno marzo. Tanto basta a Neffa per convocare la sua vasta fanbase al cospetto di alcuni dei più rinomati club del Belpaese. Uno di questi è senza dubbio l’Alcatraz di Milano, dove il pioniere del rap italiano sarà accolto domani, lunedì 16 marzo, alle 21. È questa l’occasione per scoprire da una prospettiva privilegiata le sorprese di Universo Neffa. I più aggiornati in merito alle attività del decano dell’hip hop sapranno che il titolo del tour indoor non rappresenta una novità, bensì uno spinoff, o meglio la continuazione di una data evento rimasta nei cuori dei fan. Quella che Neffa ha tenuto qualche mese fa all’Unipol Forum di Assago, impreziosita da una serie di prestigiosi ospiti nonché suggellata da un memorabile sold out. Il successo strabiliante e insperato della serata ha convinto il suo ideatore a riproporla in versione non tanto ridotta, ma più intima. La scelta di esibirsi nei locali è infatti dovuta a una nuova esigenza espressiva, che ha indotto Neffa a concepire una tipologia di show più aderente alle caratteristiche introspettive di tali contesti. Gli ingredienti sono ripresi, in realtà, dalla scaletta assaghese, votata a una retrospettiva il più esauriente possibile di tutta la discografia del rapper nativo di Scafati (ma bolognese d’adozione). Dagli esordi fino al più recente album Canerandagio, passando per immancabili classiconi come Aspettando il sole, Prima di andare via e La mia signorina. Ciò che cambia è il ritrovato rapporto vis à vis con il pubblico, messo al centro di un’esperienza che cerca di evitare una distinzione netta tra palcoscenico e platea.
La formula è stata già collaudata dai live al Teatro Concordia di Venaria Reale (To), al Teatro Cartiere Carrara di Firenze, all’Atlantico Live di Roma e alla Casa della Musica di Napoli. Dopo l’Alcatraz, ad attendere Neffa saranno tre date all’Estragon nella sua Bologna, le quali hanno registrato il tutto esaurito, mentre come tappa finale è stata scelta una sede non troppo lontana, ovvero il Vox Club di Nonantola (Mo).
Al di là di un flow che ha fatto scuola e di una vena cantautorale innegabile, le sopramenzionate hit possono già rivelare quale sia il segreto del successo di Neffa. Il suo non è mai difatti un rap puro, che si nutre, vale a dire, solo degli ascolti basilari del genere. Nelle sue canzoni si avvertono richiami swing e soul, frutto di una passione per la musica che si può definire trasversale. Non a caso, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, Neffa ha iniziato la carriera come batterista punk, suonando sotto lo pseudonimo di Jeff Pellino nella storica band hardcore dei Negazione. Ma anche nel suo album di esordio Neffa & I messaggeri della dopa troviamo come insospettabile ospite Giuliano Palma, eclettico cantautore ska, che canta il ritornello proprio di Aspettando il sole. Tra le altre collaborazioni quelle con J-Ax (con cui ha fondato i Due di Picche) e Fabri Fibra, oltre a testi per Adriano Celentano, Emma e Marco Mengoni. Persino un’apprezzata colonna sonora, per Saturno Contro di Ferzan Özpetek.
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