PALERMO
Mafia: neo direttore Policlinico Messina indagato per concorso esterno
(ANSA) - PALERMO, 10 MAR - La Procura di Palermo ha disposto
una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici del
direttore generale del Policlinico di Messina ed ex parlamentare
europeo del Pdl Salvatore Iacolino. Nominato alla guida del
nosocomio della Città dello Stretto la settimana scorsa,
Iacolino è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa
e corruzione aggravata dall'aver agevolato Cosa nostra
nell'ambito dell'inchiesta che oggi ha portato all'arresto per
corruzione di un dirigente regionale e di un imprenditore
mafioso.
Secondo i magistrati della Dda di Palermo, guidati dal
procuratore Maurizio de Lucia, il manager avrebbe messo a
disposizione del boss di Favara suo compaesano, Carmelo Vetro,
già condannato per associazione mafiosa, l'influenza e la rete
di relazioni costruite grazie alla posizione ricoperta alla
Regione come dirigente generale del dipartimento Pianificazione
strategica dell'assessorato alla Salute e la sua esperienza
politica, contribuendo al rafforzamento del clan di Favara.
All'ex deputato i pm contestano di aver sostenuto gli
interessi economici del capomafia e di suoi uomini, come
l'imprenditore Giovanni Aveni, dando loro informazioni su
procedure amministrative in corso o agevolando incontri con
importanti funzionari regionali come il manager dell'Asp di
Messina Giuseppe Cuccì, la vicepresidente della commissione
Antimafia siciliana Bernardette Grasso e il capo della
Protezione civile Salvatore Cocina.
Secondo l'accusa, inoltre, Iacolino, da direttore generale
della Pianficazione strategica dell'assessorato alla Salute
avrebbe compiuto atti contrari ai propri doveri d'ufficio,
attraverso continue sollecitazioni nei confronti dei vertici
amministrativi dell'Asp di Messina su procedimenti
amministrativi indicati da Vetro.
L'ex eurodeputato avrebbe poi omesso di segnalare che Vetro
era stato condannato per mafia e avrebbe anzi agevolato la
creazione di canali riservati con figure di vertice
dell'amministrazione regionale per fargli ottenere lavori nel
settore pubblico. In cambio avrebbe ricevuto finanziamenti per
campagne elettorali e promesse di assunzioni di lavoratori.
(ANSA).
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