IN MANETTE
Mamme investigatrici incastrano il pusher
A Samarate preso l’albanese che spacciava vicino a scuole e oratori. In Italia con un permesso di soggiorno turistico, alloggiava in un Airbnb
Le prime a notarlo sono state le donne della comunità. Mamme, nonne e tate. Ma persino gli educatori, suore comprese. Quel ragazzo giovanissimo che durante il pomeriggio faceva strani avanti e indietro nei pressi di scuola materna e oratorio. Uno straniero, appena arrivato.
NON È UN TURISTA
Sebbene fosse ovvio che con i bambini non avesse a che fare, le donne si sono ugualmente preoccupate. Ma lo vedevano trafficare, così hanno iniziato a osservarlo. Da qui un tam tam di insospettabili che hanno fiutato che il giovane di nazionalità albanese non fosse in vacanza nella stanza dell’Airbnb dove soggiornava regolarmente.
Fino a quando l’altro pomeriggio i carabinieri della stazione di Samarate davanti agli occhi di mamme e nonne sono entrati in azione. E lo hanno fermato. Da tempo tenevano d’occhio lo spacciatore che andava a spasso con le palline di cocaina in tasca, uno stratagemma che non lo avrebbe messo nei guai nel caso venisse bloccato dalle forze dell’ordine per qualche controllo.
Tuttavia i militari che come accade nelle piccole comunità raccolgono le segnalazioni di tutti, questa volta si sono insospettiti. Così hanno iniziato a tenere sotto controllo i movimenti del giovane con un permesso di soggiorno turistico, valido per tre mesi. Stava infatti in una struttura ricettiva dove aveva allestito il suo laboratorio: qui i militari durante la perquisizione hanno trovato lo stupefacente in un sacchetto trasparente. Come fosse farina. E poi tante palline. Oltre alle bilance usate per pesare la cocaina. Una quantità per almeno un centinaio di dosi. E circa 3000 euro.
LE INDAGINI
Il giovane è stato arrestato e si trova in carcere in attesa della convalida. Continueranno le indagini, sono stati sequestrati anche i telefoni del ragazzo neomaggiorenne.
Dai contatti sui social, telegram e whatsapp potrebbe essere ricostruita la rete del giro di spaccio legato agli albanesi che sul territorio detengono il mercato della coca da diversi anni. Una delle tante operazioni condotte dai carabinieri aveva portato a smantellare un giro che gravitava attorno agli albanesi che avevano organizzato un polo di spaccio a Cardano. Intanto la comunità di Samarate che ha assistito all’arresto dello spacciatore ha visto che le segnalazioni non sono cadute nel vuoto. Il messaggio dei residenti è stato fortissimo: gli spacciatori non sono tollerati, soprattutto quando si avvicinano a luoghi sensibili come scuole, asili e oratorio.
Al momento invece non risulta nessun coinvolgimento dei titolari dell’Airbnb dove il giovane alloggiava. Dopo il noleggio delle auto per mettere a segno furti e reati in generale, l’altra frontiera della microcriminalità è legata a persone che entrano in Italia in modo legale, con permessi turistici, usano strutture in modo regolare e dopo tre mesi spariscono per poi fare ritorno al paese di origine.
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