SCUOLA
Maturità per ottomila in provincia di Varese
Domani prima prova scritta: 8.143 gli studenti impegnati
Maturità, t’avessi preso prima. Cantava così Antonello Venditti, e stasera, mercoledì 17 giugno, quella stessa colonna sonora risuona come un rito di passaggio nella mente dei 8.143 studenti della nostra provincia che devono sostenere l’esame. Il numero – in linea con l’anno passato - comprende i frequentanti delle scuole diurne, gli iscritti ai corsi serali, ma non i privatisti. Da una parte ci sono i dati forniti dall’ufficio scolastico provinciale, alle prese ieri con una giornata di super lavoro come sempre in questo periodo, ma senza riscontrare grosse criticità. Dall’altra i ricordi di tutti, che tornano all’attimo prima che il futuro ha spalancato le sue porte. Quello della maturità è infatti un momento unico e irripetibile, sospeso tra l’ansia da pagina bianca, l’adrenalina della vigilia e una sottile, precoce nostalgia per l’ultima notte da liceali.
La nuova maturità
Se fino allo scorso anno era obbligatorio chiamarlo Esame di Stato, adesso – novità del 2026 - si può tornare alla cara e vecchia maturità, un nome che già da solo, per chi ha qualche anno sulle spalle, fa giovinezza. La nuova maturità – così come ha voluto il ministro Valditara - è pensata per verificare non solo le conoscenze, ma le abilità e le competenze specifiche di ogni indirizzo, misurando anche il grado di maturazione personale, l’autonomia e la responsabilità degli studenti. Sul tavolo della commissione peserà l’intero cammino quinquennale: dall’impegno dimostrato tra i banchi alla partecipazione alle attività di formazione scuola-lavoro, fino allo sviluppo delle competenze digitali e dell’educazione civica, in una prospettiva di crescita integrale della persona.
Nessuna scorciatoia
Nessuna scorciatoia o defezione dell’ultimo minuto sarà concessa: l’esame è considerato valido solo se il candidato svolge regolarmente tutte e le prove previste, strutturate in due scritti (più un’eventuale terza prova scritta per indirizzi specifici) e un colloquio orale. Per quanto riguarda l’orale, il colloquio si svolgerà su quattro discipline scelte annualmente dal Ministero. Si porteranno quindi meno materie rispetto al passato, ma bisognerà conoscerle a fondo. Verrà lasciato comunque lo spazio per raccontare i progetti realizzati.
A valutare i nostri studenti ci sarà una macchina organizzativa complessa che si muoverà tra i 30 istituti statali della provincia e le scuole paritarie. La riforma prevede una commissione ogni due classi, formata da cinque membri: un presidente esterno, due membri esterni e due interni; per i commissari è stata introdotta una formazione specifica. In totale sul territorio varesino opereranno 191 commissioni. Giovedì mattina l’esame entrerà nel vivo con il fruscio dei fogli della prova di italiano. Poi sarà una corsa verso il voto finale. Per i candidati più meritevoli che raggiungeranno almeno 90 punti complessivi tra credito scolastico e prove d’esame, la commissione potrà integrare il punteggio fino a un massimo di tre punti.
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