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«Non mi paga il rap, ma la delinquenza». Esce il video di via Como
Per girarlo era stata bloccata la strada del centro di Varese. Le forze dell’ordine avevano identificato una decina di ragazzi. Nel testo riferimenti a rapine, estorsioni e spaccio
«Etichettati delinquenti, sai quanto ce ne frega». Il video clip di “Delinquenza”, firmato da ZED insieme a RLZ, è uscito in queste ore su YouTube ed è esattamente il video girato nelle scorse settimane in via Como, quello che aveva fatto scattare l’allarme tra i residenti e l’intervento delle forze dell’ordine.
IL VIDEO
La clip si apre senza musica: voci concitate di ragazzi che urlano, poi le sirene della polizia, sempre più vicine. Subito dopo, la frase che diventa dichiarazione d’intenti. Non è una semplice introduzione narrativa: sono le immagini reali del blitz, con le auto delle forze dell’ordine in via Como, usate nel montaggio come prova di realtà, quasi a certificare che quello che viene raccontato non è solo finzione scenica. Da lì parte il brano. ZED e RLZ cantano circondati da un gruppo compatto di ragazzi vestiti di nero, con passamontagna, che si muovono come una gang. Le immagini sono crude, dirette, senza alleggerimenti: una pistola carica mostrata in primo piano, droga esibita, coltelli, gesti espliciti. È una rappresentazione di vita di strada che non cerca metafore ma impatto.
IL TESTO
Il testo è altrettanto netto. «Cresciuto nello sporco, cresciuto disonesto», «troppi casi aperti», «non mi paga il rap, mi paga la delinquenza». Le strofe fanno riferimento a rapine, estorsioni, spaccio, a «metodi illegali per fare soldi» perché «non c’è scelta». La galera viene liquidata come «un dormitorio», mentre la minaccia è costante: «tieni la lingua a freno», «chi parla di noi sparisce», «vedo infami, sparo a vista». In mezzo, anche una presa di posizione sul linguaggio della scena: «non faccio dissing, parlo per tutto il mondo», a rivendicare un messaggio che va oltre il bersaglio singolo. Il ritornello torna ossessivo sull’etichetta rivendicata: delinquenti, senza paura di esserlo.
LUOGHI NOTI
Nel video compaiono anche altri luoghi riconoscibili, tra cui piazza Rosselli a Malnate, citata esplicitamente nel testo («mica siamo al Bronx»), inserita nello stesso immaginario urbano che fa da sfondo alla narrazione. Ma è via Como il centro simbolico e resta l’impressione che la scelta non sia solo scenografica: come se quel set parlasse anche un altro linguaggio, leggibile in più direzioni, tra chi quel tratto di città lo vive, chi lo controlla e chi, dopo mesi di interventi e presidi, continua a usarlo per mandare segnali che vanno oltre la musica. Il risultato è un video di forte impatto, che mescola cronaca recente e linguaggio trap, trasformando un episodio cittadino in racconto musicale destinato a far discutere.
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