PHOTOFESTIVAL
Il mondo che cambia in un clic

«Scenari, orizzonti, sfide. Il mondo che cambia»: la quindicesima edizione del Photofestival, che da Milano quest’anno si è allargata anche nella provincia di Varese, oltre che di Lecco, Monza e Pavia, porta fino al 15 novembre in diverse località un totale di centoquaranta mostre fotografiche che vogliono significare un’occasione di ripartenza, rimettendo in moto una programmazione di eventi diffusi sul territorio e coinvolgendo la fotografia d’autore, ma anche i settori del turismo e della cultura, fortemente penalizzati dal lockdown e dalla situazione sanitaria legata al Covid-19.
Da qui anche la scelta del tema, puntando sulle percezioni e gli approcci nati dal particolare momento storico. Promosso e organizzato da AIF - Associazione Italiana Foto & Digital Imaging, Photofestival, realizzato in collaborazione con Confcommercio Milano e patrocinato da Comune di Milano e Regione Lombardia, e sostenuto da diversi sponsor, il festival ha la direzione artistica di Roberto Mutti e il programma spazia tra personali e collettive di autori di fama internazionale sia tra fotografi professionisti sia tra talenti emergenti, con proposte che vanno dal ritratto allo still-life, dallo sport alla natura, dalla ricerca alla fotografia di viaggio.
Conclusasi nei giorni scorsi l’esposizione ospitata dal Sestante FotoClub di Gallarate e dedicata al tema «At the mirror (allo specchio)… riflessi e riflessioni», fino a domenica 4 ottobre la provincia di Varese sarà ancora sede di due delle mostre in programma.
Ad Arcumeggia al museo dell’arte fotografica, a cura di Flavio Moneta, il tema è «Luigi Sangalli. Arcumeggia, storia e natura», mentre alla Sangalleria, a cura di Mintoy e Roberto Mutti, si ospita «Mavi Ferrando - Teatro alla Scala. Convergenze e narrazioni visive».
La prima esposizione raccoglie quindici scatti dedicati alla natura, all’arte, alla storia, frutto dell’instancabile ricerca condotta nell’arco di sessant’anni da Luigi Sangalli, passando dal bianco e nero al colore, dall’analogico al digitale, cogliendo attimi di bellezza in diversi territori.
La seconda è una mostra a più voci che propone linguaggi coinvolgenti, misurandosi con l’interpretazione della scultura. Gli scatti di Mavi Ferrando sono come paesaggi tra superfici acquatiche e linearità architettoniche e gli allievi dell’Accademia Teatro alla Scala interpretano visivamente la danza e la capacità dei ballerini di trasformarsi sulla scena, indossando il proprio corpo in infiniti modi e facendone emergere tutte le potenzialità e l’energia.
Entrambe le esposizioni sono visitabili sabato dalle 15 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 o su appuntamento alle mail sangalleria@alice.it o flaviomoneta@libero.it.
«Tagliare il traguardo di quindici edizioni è motivo di orgoglio ma anche occasione di qualche importante considerazione - è la dichiarazione del direttore artistico Roberto Mutti -. In un anno difficilissimo come questo conferma la correttezza della nostra politica culturale da sempre inclusiva e attenta a proporre progetti di qualità anche nelle zone periferiche. Nonostante tutto quanto è successo in questo tragico 2020, abbiamo ribadito i nostri punti fermi come la proposta del catalogo cartaceo stavolta arricchito dalle mappe cittadine per meglio programmare le visite, l’idea di inserire ad ogni edizione qualcosa di nuovo, quest’anno il premio al miglior libro fotografico, la ricchezza di un programma che include anche incontri, workshop, letture portfoli e, non da ultimo, la disponibilità ad accogliere nuovi talenti da affiancare agli autori già affermati».
Tra gli obiettivi centrali naturalmente anche quello di promuovere la cultura dell’immagine e date vita a riflessioni sulla fotografia e sul suo ruolo culturale e comunicativo. Il programma dettagliato di tutte le mostre e gli eventi è consultabile su questo sito.
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