DA VEDERE
Riflettere sulla Passione di Cristo

Le linee sottili dei fogli Henri Matisse, il segno nero, spesso e marcato di Georges Rouault, il colore visionario di Marc Chagall e quello potente dei “fauves”: tanti linguaggi per riflettere sulla Passione e sulla Resurrezione di Cristo e sul delicato e fertile rapporto fra modernità e tradizione nell’arte sacra tra fine Ottocento e Novecento, in particolare negli anni delle Avanguardie storiche, quando gli artisti prendono le distanze dalla tradizione figurativa a cui il tema del sacro è sempre stato legato.
L’occasione – in questi tempi davvero preziosa – è offerta dalla mostra da poco inaugurata al Museo Diocesano di Milano, curata da Micol Forti e Nadia Righi. Grazie alla collaborazione dei Musei Vaticani è arrivata da Roma una selezione di venti opere della Collezione d’Arte Contemporanea del Vaticano, inaugurata nel 1973 per volontà di papa Paolo VI, convinto dell’importanza degli artisti quali «custodi della bellezza del mondo».
L’incipit della mostra vede protagonista Maria, nei due volti di Henri Matisse e nell’Annunciazione di Maurice Denis. Le tre croci sul Golgota in fondo alla scena indicano il compimento della scelta di Maria con il suo “sì” all’angelo, testimoniando, come sottolinea il cardinal Ravasi nel suo testo in catalogo, che la vita di Gesù «è tutta protesa e illuminata da quei momenti terminali».
La sofferenza di Cristo in croce è il cuore dell’esposizione. Si rimane incantati davanti ai lavori visionari di Marc Chagall, in particolare la gouache in cui l’artista si raffigura a fianco del Crocifisso di un incarnato giallo-dorato che rende la scena ancor più sovrannaturale, mentre intorno le presenze tipiche del suo universo fiabesco volano, leggono la Bibbia o sorreggono la menorah, il candelabro ebraico.
Sullo stesso tema si confrontano Jean Fautrier e Bernard Buffet, autore di potenti incisioni con immagini della via della croce. Alla fine del percorso il bronzo la Main de Dieu di Auguste Rodin evoca il disegno di Dio e la creazione dell’uomo. Al suo fianco, la Resurrezione di Èmile Bernard, sottolinea – scrive Nadia Righi in catalogo - «che la Resurrezione di Cristo riscatta tutta la storia dell’universo e dell’uomo e la trasfigura in una nuova luce».
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