I RICORDI E LA SORPRESA
Amarcord Mirage: la vecchia discoteca e la sorpresa a papà
Rimpatriata per gli 80 anni dell’ex proprietario delo cale aronese organizzata dalla figlia, Lorena Vedovato, ora sindaco a Dormelletto
Mirage amarcord. Giovedì sera al “Circolino di Dormelletto” il sindaco Lorena Vedovato ha organizzato una festa a sorpresa per il padre Giorgio, che compiva 80 anni, che per anni con la moglie Renata, la stessa Lorena e l’altro figlio, Stefano, ha gestito una delle discoteche più iconiche della provincia di Novara, conosciuta anche oltre Ticino, il “Mirage” di Arona, detta anche la “Sala Blu” del Lago Maggiore.
L’AMACORD ED I PRIMI BALLI
“Abbiamo organizzato con mio fratello Stefano una grande rimpatriata con tutti i dipendenti (erano 38) che hanno lavorato nel nostro locale – dice Vedovato – dalla cassiera, ai Dj. Per mio padre, che si attendeva solo i parenti, è stata una grande emozione ed un regalo unico.” Vedovato racconta la storia della discoteca che ha chiuso nel novembre 2001. “Il locale fu aperto il 12 settembre 1973. Sostituì un’altra attività più piccola, una sorta di balera dell’epoca che si chiamava “Baracca” che aveva preso il posto di un’azienda di commercio di vini, la Sarbas. Il cognato di mio padre Gianni Boncalzi, che era il gestore del Nautilus di Cardano e di altri locali, coinvolse mio padre, allora 27enne e mia madre Renata, 20 anni, che si erano appena sposati. Così iniziò l’avventura.” All’inizio la discoteca era aperta solo nel fine settimana, ma ben presto divenne popolare e lavorava il mercoledì, venerdì, sabato e domenica sera e la domenica pomeriggio. “Fino alla metà degli anni ‘90 – ricorda Vedovato – si faceva musica dal vivo il sabato, dal 1992 iniziammo ad aprire al giovedì pomeriggio con prezzi popolari per il liscio che c’era anche in altre serate al primo e secondo piano, mentre al terzo c’era discoteca. All’inizio la discoteca chiudeva all’una, poi si passò alle 3.” Lorena iniziò da subito ad aiutare la attività:” Io avevo 12 anni e stavo in guardaroba con mio fratello che ne aveva 11. Dovevamo riporre e ordinare cappotti e giacche, una fatica non da poco che chiedeva precisione.
I GRANDI OSPITI DA PIPPO BAUDO A FIORELLO
Poi a 16 anni mio padre mi promosse direttore artistico del locale: dovevo scegliere e valutare i gusti del pubblico e poi si organizzavano le apparizioni e le serate con gli ospiti.” E sul palco del Mirage sono saliti in tantissimi, molti dei quali erano già famosi, altri lo sarebbero diventati. “Abbiamo portato ad Arona fior di artisti di varie specialità, dai cantanti, agli attori, ai comici. Prima che nascessi vennero Pippo Baudo a presentare una festa di Carnevale, il mago Silvan che mio padre racconta strabiliò il pubblico, Mike Bongiorno. Poi Pamela Prati, Dalida Di Lazzaro, Valeria Marini, Simona Ventura. Da noi sono passati dei giovanissimi Jerry Scotti, Albertino, Fiorello, Amadeus, che ora sono dei giganti della Tv.”
GLI ANEDOTTI
Tanti gli aneddotti da raccontare: «Ricordo che Gianfranco Funari venne sul palco con una padella di ravioli appena sfornati perché aveva appetito, mentre il cantante Denaro prima di esibirsi volle fare un bagno nella nostra vasca di casa dato che avevamo l’abitazione al piano di sopra. Per tutti gli anni dell’apertura del Mirage in pratica mio padre e mia madre non andarono mai in vacanza». Al Mirage passò il due Boldi-Teocoli: «Teo era già bravissimo e molto professionale. Chi però mi è rimasto impresso è Maurizio Nicheli, il “commendatore” dei Ragazzi della Terza C, un programma che era molto seguito: una persona generosa, un grande artista». Ad Arona giunsero anche Ambra Angiolini e la ragazze di “Non è la Rai” di Boncompagni: «Stavano a Stresa, volevano la scorta per i troppi fans, ci andammo io, mio fratello e altri due ragazzi del locale».
VERSO LA CHIUSURA
Il Mirage era iconico per i giovani della domenica pomeriggio: «Facevamo il tutto esaurito con 1.300 persone, arrivavano da tutto il Basso Novarese, dalla Lombardia, con i treni e con i battelli». Poi la perdita della madre nel novembre ‘95: «Ebbe un ictus, lei donò sette organi vitali e due di quelle persone che li ebbero in dono li conoscemmo anni dopo, una grande emozione». Nel 2001 la chiusura: «Arona aveva una serie di discoteche, ma si andavano svuotando, mio padre era stanco, mio fratello si iscrisse all’università, io iniziai a fare Tv. Così chiudemmo, tra la disperazione di tanti giovani, anche loro stavano cambiando. Prima se c’erano delle divergenze magari finivano in una scazzottata, ora è tutto diverso e più pericoloso». Ad Arona erano tante le discoteche, ma tutte sono state chiuse. L’ultima è “La Rocca” i cui lavori di trasformazione per ospitare un ristorante-piano bar durano da più di un anno. In precedenza hanno chiuso “Il Battello” (ora ristorante) “Il Giardino” e “L’Olivia” (ambedue le sedi sono abbandonate). In zona rimane aperto “Il Gilda” di Castelletto Ticino. Chiusi da decenni il “Mania” (sala ora di un bar), Penthouse (Nebbiuno, Hotel Tre Laghi), oltre le capienti discoteche di Romagnano Sesia (Maneggio e Le Cave) con immobili abbandonati.
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