FUTURO E SENTIMENTI
Nativi digitali dal cuore che non t’aspetti
Sono i ragazzi tra gli 11 e i 19 anni. Ecco le loro aspirazioni

In Italia sono 5 milioni e 140mila. Rientrano nella definizione di nativi digitali: volteggiano con la naturalezza di Roberto Bolle nella dimensione tecnologica, smart, Social. Eccoli, sono i bambini e i ragazzi nella fascia di età da 11 a 19 anni. Gli adulti li hanno già dipinti come zombie in stato di anedonia, giramondo, precari nel fare e nell’essere, una tribù a zonzo tra divertimenti e fragilità.
Un secolo fa, i loro coetanei andavano a lavare i panni alla fontana e portavano sulla schiena covoni di fieno. Questo era il loro tempo libero. Ma le visioni retroattive non rendono giustizia ai ragazzi d’oggi che, secondo una scrupolosa indagine condotta dall’Istat, hanno cuore, testa e prospettive, pur temendo le sfide del futuro. Colgono le emozioni. Si domandano come potrà essere il grande amore (risposta facile, ragazzi miei: una persona entra nella tua vita e non se ne va). Credono in un futuro di coppia (il 74.5%) e nel matrimonio (72,5%). Vogliono avere figli (il 69.4%) e addirittura (il 18,2%) tre.
Ma c’è di più: sognano (la maggioranza) il giorno del fatidico sì entro i 30 anni. Alla faccia di chi insiste nel catalogare le nuove generazioni come ventre molle che non vuole digerire responsabilità. È chiaro che tra il dire (ora) e il fare (poi, in concreto) c’è di mezzo la Fossa delle Marianne. Ma già le intenzioni sono un mattone di una costruzione. Già le aspirazioni dicono qualcosa di questi nativi digitali. Non è una notizia - questa del report di Istat sui giovani - che riempirà giornali, tv e siti. Ma da adulto giurassico e genitore, oggi ho il cuore più leggero.
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