COMPLOTTISMO
Nel cervello il microchip di Elon Musk
L’aggeggio è rivolto a persone con gravi problemi neurologici. L’annuncio da parte del proprietario di Neuralink

Nel 1962 uscì negli Stati Uniti un film con Frank Sinatra dal titolo “Va’ e uccidi” che raccontava con maestria le vicende di un ex soldato che, catturato dai sovietici, viene riprogrammato e comandato come un robot perché svolga le mansioni di agente dormiente in territorio americano e uccida il candidato alla presidenza degli Stati Uniti.
Il film, il cui titolo originale è The Manchurian Candidate, è stato oggetto di un buon remake con protagonista Denzel Washington negli anni ’90 e rappresenta un ottimo esempio di thriller della paranoia che non è invecchiato con il tempo. Anche perché il complottismo è un elemento ormai sempre più portante della civiltà contemporanea, più ancora rispetto a quando i due blocchi si fronteggiavano silenziosamente con una costante guerra di spie e sotterfugi alimentando l’incubo della manipolazione mentale del nemico.
Ora, con il progresso, tutto o quasi viene alla luce del sole e spesso si tende a vedere complotti anche dove non ci sono. Aspettiamo quindi al varco chi, dopo averci triturato i cosiddetti per anni fra Terra piatta, 5G e vaccini, ora si scatenerà contro il famigerato Telepathy. Inevitabile, visto che si tratta di un microchip che viene addirittura impiantato nel cervello. L’aggeggio è rivolto a persone con gravi problemi neurologici per consentire loro, attraverso la lettura delle onde cerebrali, di compiere operazioni su dispositivi esterni, come computer e telefonini. Possiamo immaginare la reazione di certi buontemponi che, beati loro, non hanno un tubo da fare e passano la giornata sui social a sparare fesserie, di fronte alla sola immagine di qualcuno che ci ficca un meccanismo telepatico nel cervello.
Al netto del fatto che a personaggi simili un’operazione di questo tipo non peggiorerebbe certo la situazione, è chiaro che potrebbero sorgere dubbi di ogni genere, in particolare di ordine etico, tanto che abbiamo già sentito un noto ex politico nonché giornalista della zona affermare che avvicinandoci a Dio, un giorno Egli ci punirà... Va precisato che sono stati effettuati tutti i passi necessari per rientrare nelle norme, tanto che, dopo la fase di sperimentazione su animali (poveri loro), per la prima volta è stato effettuato un impianto nel cervello di un essere umano con l’autorizzazione delle autorità.
E qui si arriva al corto circuito e non stiamo parlando di un problema di corrente elettrica: a dare il clamoroso annuncio è stato infatti niente meno che Elon Musk che, guarda un po’, è il proprietario di Neuralink, l’azienda che ha inventato Telepathy. Dove sta il nodo? Che questo signore, oltre a cercare di andare sulla Luna, su Marte e chissà dove altro, è proprio uno dei principali responsabili della circolazione difake news nel pianeta, non solo perché le diffonde egli stesso con le sue sparate ma anche perché è da sempre orgoglioso sostenitore di autentici maestri della falsa propaganda, vedi Donald Trump.
Come dimenticare i giorni nei quali entrambi sproloquiavano sul Covid-19 denigrando persino le autorità più qualificate e adombrando chissà quali distopiche macchinazioni. Insomma, il re dei complottisti contro i poteri forti che a suo dire cercano di manipolarci facendoci il lavaggio del cervello, come si comporterà ora che proprio lui ha prodotto il primo microchip da impiantare nelle nostre testoline?
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