AZZATE
Il mistero delle tavolette
Opere cinquecentesche trovate nella chiesa parrocchiale

Due misteriose tavolette cinquecentesche, recentemente rinvenute nella chiesa parrocchiale di Azzate, sono ora nello studio di restauro per un intervento conservativo e di indagine che si spera potrà fornire qualche informazione in più sulla loro storia. L’ipotesi finora avanzata è che facessero parte della perduta cornice nella quale era inserita la pala d’altare con lo Sposalizio mistico di Santa Caterina commissionata (secondo un’iscrizione testimoniata ma perduta) da un membro della famiglia Bossi (ritratto nell’opera) e firmata nel 1542 da Callisto Piazza, pittore rinascimentale originario di Lodi, formatosi a Brescia e attivo anche nella Lombardia orientale e a Milano. L’intervento di restauro delle due tavolette, promosso dall’associazione L’Alveare di Buguggiate è reso possibile grazie al bando “Tesori nascosti” di Fondazione Comunitaria del Varesotto (fondazionevaresotto.it), che con uno stanziamento di 100mila euro consentirà di tutelare e valorizzare altre undici opere conservate sul territorio, per restituirle alla comunità attraverso la possibilità non solo di ammirarle, ma anche di narrarne la storia. Tra l’altro una volta restaurate le dodici opere interessate verranno esposte (si presume il prossimo autunno) in una mostra allestita al Castello di Masnago a Varese. Oltre alle tavolette di Azzate, saranno oggetto di restauro un crocefisso ligneo intagliato, dorato e policromo di Arsago Seprio, lo stendardo processionale di San Giulio (1898) di Cassano Magnago, la tela con San Tommaso d’Aquino del Collegio Rotondi di Gorla Minore, una statua lignea con la Madonna con Bambino della seconda metà del Settecento della chiesa dei Santi Giacomo e Filippo a Venegono, la statua lignea del Cristo del Lazzaretto di Golasecca, un Crocifisso ligneo del XIX secolo e la copertura, sempre lignea, del fonte battesimale di Porto Valtravaglia, quattro reliquiari seicenteschi in legno conservati a Castello Cabiaglio; a Gallarate si interverrà su di arazzo settecentesco raffigurante il patrono San Cristoforo e su di uno stendardo con la circoncisione di Gesù; a Saronno l’intervento riguarda L’eterno Padre in Gloria (1536) di Gaudenzio Ferrari, mentre a Varese il dipinto con Santa Lucia ospitato presso la chiesa di Santo Stefano a Velate. Tra i tesori nascosti ci sono anche tre importati reperti paleontologici – i fossili di due ittiosauri e di un pesce databili al periodo del Triassico Medio – conservati presso il Museo civico dei Fossili di Besano.
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