TRA ANTICO E CONTEMPORANEO
L’arte di Nicolas Party
In mostra al Museo Poldi Pozzoli

Da oltre un decennio il museo Museo Poldi Pezzoli promuove piccole ma raffinate mostre biennali dedicate al rapporto tra le opere della collezione e i lavori di artisti contemporanei, tra cui Omar Galliani, Chiara Dynys, Giulio Paolini, Paolo Gioli, Anj Smith. L’esposizione inaugurata la scorsa settimana con la collaborazione della galleria Kaufman-Repetto è la prima personale istituzionale dell’artista svizzero Nicolas Party (Losanna, 1980), che attualmente vive e lavora a New York e ha al suo attivo mostre personali in diverse e prestigiose istituzioni e musei internazionali.
Party ha ideato un corpus di nove opere legate al tema del trittico, ispirandosi a un lussuoso altarolo portatile della collezione di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, oggetto di devozione privata opera dell’artista fiorentino Mariotto Albertinelli (1474-1515). Concepito come un trittico, quando è aperto svela al centro la Madonna in trono che allatta il Bambino tra santa Caterina d’Alessandria, sull’anta sinistra, e santa Barbara, su quella destra. Quando è chiuso, mostra sugli sportelli l’Annunciazione dipinta a monocromo.
Proprio questa caratteristica del trittico, di svelare o nascondere le immagini dipinte nei pannelli interni a seconda che sia aperto o chiuso, ha suscitato in Party una serie di associazioni e accostamenti inaspettati che, partendo dal formato dei pezzi d’altare medievali, lo hanno condotto fino alla Boîte-en-Valisedi Marcel Duchamp, la scatola-valigia realizzata negli anni Quaranta del secolo scorso per contenere le riproduzioni delle sue opere.
Nel Salone Dorato, una delle stanze più famose del museo che ospita i capolavori della collezione, tra cui dipinti di Andrea Mantegna, Sandro Botticelli, Piero del Pollaiolo e Piero della Francesca, si stagliano cinque grandi trittici che aperti mostrano – dipinti su rame – ritratti dallo sguardo misterioso e ammiccante mentre chiusi presentano nature morte di caffettiere grigie o grandi rocce stilizzate.
«Nei suoi Trittici, caratterizzati da strutture autoportanti centinate e presentati qui per la prima volta, il dialogo tra architettura, pittura e scultura avviene all’interno delle opere stesse, in continuità con il luogo che le ospita, la sua storia e le collezioni», osserva nel testo di presentazione Arturo Galansino.
Nella Stanza del Collezionista, altre due opere della collezione, San Paolo e San Gerolamo del pittore veneto Bartolomeo Montagna, sono di ispirazione ai ritratti di un gigantesco trittico di quattro metri, realizzati con la tecnica del pastello morbido, ulteriore dialogo con un’altra opera della raccolta, il raffinato Ritratto di Gentiluomo di Rosalba Carriera, pittrice veneta del Settecento specializzata nella tecnica del pastello.
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