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Sneakers: un accessorio cult

La storia delle sneakers da uomo è molto più antica di quanto si potrebbe pensare. Le origini risalgono al 1839, quando lo scienziato Charles Goodyear inventò la gomma vulcanizzata, dando origine a una sostanza elastica, impermeabile e facilmente modellabile. Un processo innovativo, che venne applicato alla produzione delle scarpe circa dieci anni dopo: grazie a questo nuovo materiale, infatti, la suola risultava molto più durevole. Proprio per questo, la gomma vulcanizzata venne utilizzata fin da subito per le scarpe da tennis, antenate delle moderne trainer. Per una produzione più ampia di sneakers, però, si dovette attendere gli inizi del XX secolo, quando alcune aziende finalmente compresero il potenziale di queste scarpe con la suola di gomma. La prima in assoluto fu la US Rubber Company, che mise in vendita le Keds già nel 1916. Solo un anno dopo, poi, fu la volta della Converse, che mise in commercio l’iconico modello All Star. Un prototipo che raggiunse la fama quasi immediatamente grazie al noto giocatore e allenatore di basket Chuck Taylor, il cui nome appare ancora su tutte le All Star. Lentamente, le sneakers iniziarono a conquistare sempre più sportivi: la squadra di basket americana, ad esempio, indossò le All Star alle Olimpiadi di Berlino del 1936, mentre Jesse Owens gareggiò indossando un paio di scarpe da corsa firmate Dassler. Un’azienda che avrebbe sancito il futuro delle sneakers e non solo: divisisi alla fine degli anni Quaranta, i due fratelli Adolf e Rudolf diedero vita, rispettivamente, ad Adidas e Puma.
Solo a partire dagli anni Cinquanta, però, le scarpe da ginnastica divennero un accessorio di stile, da abbinare ai jeans ovviamente. Un accostamento amato non solo dai ragazzi americani, ma anche da star come Marlon Brando. D’altra parte, le sneakers furono apprezzate fin da subito per la loro comodità e, soprattutto, in quanto simbolo di ribellione e rifiuto per le regole imposte dalla società. Perché le scarpe da ginnastica diventassero un vero oggetto alla moda, però, ci vollero altri due decenni. Il merito principale fu della nascita di un marchio come Nike, che associato all’atletica - alla corsa in particolare - divenne il brand più noto in fatto di scarpe sportive. Non a caso, il nome fu scelto ispirandosi alla dea alata della vittoria, Nike. Le sneakers tornarono dunque, negli anni Settanta, alla loro missione primaria: migliorare le performance sportive. Addirittura, sembra che la tipica suola a quadretti delle Nike sia stata sviluppata dal coach Bill Bowerman. Un successo davvero planetario, tanto che le scarpe da ginnastica iniziarono ad attrarre sempre più giovani. Resistere all’attrattiva esercitata dalle sneakers dei migliori sportivi del mondo, d’altra parte, era veramente impossibile. Una tendenza che continuò anche negli anni Ottanta, quando il fascino delle scarpe da ginnastica venne portato a un nuovo livello da Michael Jordan, che diede il suo nome al celebre modello della Nike. Da allora, le sneakers sono diventate un elemento distintivo del look. Nessuna sorpresa, perciò, che tra i primi a sfoggiarle ci furono rappresentati della scena rap e hip hop come LL Cool J o Run-DMC. Oggi, le sneakers continuano a essere protagoniste della scena urbana e della moda maschile, in quanto veri oggetti di design.
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