IN TRIBUNALE
Omicidio di Gemonio, processo senza imputato
Ancora latitante il presunto assassino di Giuseppina Caliandro
Sono passati quasi tre anni dalla morte di Giuseppina Caliandro, schiacciata contro il muro della sua abitazione da un’auto poi fuggita, e il suo presunto assassino è ancora latitante. Ma tra circa un mese si aprirà il processo che vede Dionis Nikolli imputato di omicidio. È stata infatti fissata la data della prima udienza del processo davanti alla Corte d’Assise di Varese: appuntamento in aula bunker la mattina del 12 giugno.
Il giudice dell’udienza preliminare Alessandro Chionna ha infatti accolto la richiesta di rinvio a giudizio del ventinovenne cittadino albanese, formalmente residente a Pioltello, in provincia di Milano, e da tempo ricercato, difeso d’ufficio dall’avvocato Ivana Mombelli. Ma - complice un problema informatico - giorno e ora di apertura del dibattimento sono stati stabiliti e comunicati solo recentemente. I famigliari di Giusy, assistiti dall’avvocato Fabio Bascialla, non si sono costituiti parte civile poiché già risarciti dalla compagnia assicurativa della vettura investitrice. Auto, una Suzuki, che era stata presa a noleggio dall’imputato e poi, dopo l’investimento fatale, abbandonata nel Milanese e ritrovata dai carabinieri, che avevano seguito i suoi movimenti grazie alle immagini di diverse telecamere di sorveglianza.
Sulla base anche degli «evidenti segni dell’investimento» rilevati sulla macchina, gli inquirenti identificarono rapidamente colui che era ritenuto l’autore dell’omicidio volontario. Il quale si era però reso subito irreperibile; gli investigatori sospettavano che potesse essere scappato all’estero, e per questo la nota di ricerca è stata diffusa anche oltre confine, ma senza successo. Tanto che a gennaio del 2025 è stato dichiarato latitante.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, è stato Nikolli a investire volontariamente la donna di 41 anni la sera del primo luglio 2023 in via Garibaldi. Giusy era appena scesa dall’auto, dopo una lite, e il conducente, dopo aver preso la mira facendo una breve retromarcia, avrebbe ingranato la prima per ripartire a tutta velocità e schiacciare la vittima contro il muro della sua abitazione. Infine la fuga in direzione della piazza, oltre la quale la Suzuki ha urtato una Fiat 500, il cui conducente è riuscito ad annotare una parte della targa e a riferirla ai carabinieri.
Il movente resta un mistero. Giusy e l’imputato si conoscevano, a quanto pare attraverso amici comuni, ma non è mai stato accertato il motivo della vivace discussione che ha preceduto il tragico investimento.
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