LE OPINIONI
Opera prima, gli accessori parlano più del resto
Si chiama Bolero la prima borsa di Pierpaolo Piccoli per Balenciaga una reinterpretazione dei volumi d’archivio della maison
Gli ultimi mesi hanno visto un interessante susseguirsi di cambiamenti all’interno delle principali case di moda, con un turnover di direttori creativi che ha scatenato un vero e proprio terremoto. I primi esiti sono stati visibili proprio sulle passerelle della primavera estate 2026, che hanno messo in evidenza come siano gli accessori, in realtà, a parlare ancora più dell’intera collezione. Si chiama Bolero, ad esempio, la prima borsa di Pierpaolo Piccoli per Balenciaga, una reinterpretazione dei volumi d’archivio della maison e, in particolare, del bolero. È invece firmata Demna per Gucci la Borsetto avvistata al braccio di Vittoria Ceretti (foto), che mescola codici emblematici come l’Horsebit e il nastro Web. È firmata dal neoeletto direttore creativo Alessandro Michele, invece, la Valentino Garavani DeVain (un divino gioco di parole), riproposta in nappa, denim, rafia, ricami di fili, perline e velluto. Tra le novità da tenere d’occhio anche la Passage di Prada, nella classica forma trapezoidale con volumi architettonici e una costruzione ripiegata che invita a tenerla tra le mani. Torna in grande stile, infine, la Dartmoor di Stella McCartney, lanciata nel 2007 e ora borsa multi-tasche di culto e funzionale.
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