L’ANALISI
«Orban sconfitto, l’Ungheria torna alla normalità»
Il commento del senatore varesino del Pd, Alessandro Alfieri. «Sovranisti europei ora più deboli»
«Orban ha perso pesantemente. Non solo a Budapest, ma anche in molte contee che in passato sono state dei suoi feudi. Non è bastata la paura della guerra inculcata da spot e manifesti in tutto il Paese per coprire le difficoltà economiche, con l’inflazione che sta picchiando duro sul potere d’acquisto di chi ha reddito medio basso. Nè sono servite le dichiarazioni di Trump e Vance che avrebbero garantito loro le risorse bloccate dall’Unione Europea per le violazioni dello stato di diritto». Questa la valutazione del senatore varesino del Pd, Alessandro Alfieri, sulla netta sconfitta di Viktor Orbán alle elezioni in Ungheria: si chiude dopo 16 anni un’era. «Tisza, il giovane partito rivitalizzato da Peter Magyar - aggiunge Alfieri - è riuscito invece a mobilitare un elettorato trasversale e in particolare i giovani sotto i trent’anni. Puntando a trasmettere l’idea di un fronte pro democrazia in cui moltissimi elettori si sono ritrovati, a prescindere dalle loro appartenenze partitiche».
«A questo - prosegue l’esponente del Pd - si aggiunga il fatto che Magyar, avendo militato fino a poco più di due anni fa in Fidesz, non ha spaventato molti elettori di centrodestra, anzi ha rappresentato un’alternativa credibile rispetto all’astensione per quei delusi del governo che mai avrebbero votato per un partito di centrosinistra. L’Ungheria può tornare alla normalità e ritrovare un dialogo positivo con l’Europa».
«Trump perde un alleato prezioso nel disarticolare l’Unione Europea e i sovranisti europei da questa sera sono più deboli: accuseranno il colpo di una sconfitta simbolica che inevitabilmente va oltre i confini dell’Ungheria» conclude Alfieri.
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