FLY TICINO
Parapendio, un’esperienza per tutte le età

«Il parapendio è la rappresentazione di quanto il puro ingegno umano sia riuscito, con qualcosa che non sia legato a un motore ma sfruttando solo la forza del vento e della fisica, a dare le ali a noi che siamo nati senza. È l’utopia di Leonardo da Vinci. Anche il deltaplano è riuscito a fare ciò, e anche prima del parapendio, che però diventa talmente piccolo - i più leggeri pesano meno di un chilo - che è quasi un modo per dare un superpotere a noi esseri umani che siamo nati senza questo talento. È quella la sensazione che si vive in volo e che vivo tuttora anche io. Ed è una cosa veramente magica». Di magia Federico Soldati se ne intende: prestigiatore professionista, ha al contempo coltivato una passione vivacissima che l’ha portato a divenire anche pilota tandem di parapendio. Sperimentando così un incantesimo senza trucco, il sogno irrealizzabile e realizzato del volare.
CHI È FEDERICO SOLDATI
Ticinese di Neggio nel Malcantone, a pochi chilometri da un punto di ritrovo di parapendisti come il Monte Lema, Soldati è uno dei più esperti piloti dei cieli cantonali. La co-fondazione di Fly Ticino con Stefano Genazzini, attività che offre quasi tutti i giorni voli biposto in parapendio, è stata l’ultima tappa di un interesse dalle radici profonde: «Sono stato affascinato dal mondo del volo fin da quando ero bambino. Ho assistito ai primi parapendii a Interlaken, nel centro della Svizzera. Ogni volta che andavo lì a visitare mia nonna in estate mi sdraiavo sul prato per ore a guardare questi puntini colorati che si libravano in aria e puntualmente ogni volta che atterravano facevo mille domande. Poi all’università un’amica che aveva da poco fatto il brevetto mi spiegò che i corsi erano per lo più i weekend e i costi inferiori a quello che immaginavo. Quello mi diede lo slancio per iniziare nel 2013».
LA SPECIALIZZAZIONE IN TANDEM
La sua specializzazione è la versione tandem, ossia «apposta per volare in due. È grande quasi il doppio di un parapendio normale perché deve sostenere un peso molto più importante. Non è richiesta una preparazione particolare del passeggero: si raggiunge la vetta a piedi o in teleferica e si danno alcune istruzioni al passeggero su che cosa deve fare nella fase del decollo, l’unica fase del volo in cui gli è richiesta una cooperazione, perché poi il resto lo passa comodamente seduto a guardarsi il paesaggio e anche in atterraggio deve fare poco o nulla. Il decollo è un momento importante, perché il passeggero deve fidarsi completamente del pilota che gli chiederà di correre nel vuoto. Normalmente con una brezza sufficiente al decollo, al passeggero sono richiesti pochi passi di corsa. Se invece c’è poco vento ci vuole una corsetta un po’ più lunga».
UN’ESPERIENZA PER TUTTE LE ETÀ
Posti i protocolli di sicurezza e un meteo adatto, il parapendio è un’esperienza praticabile a qualsiasi età. «Più una persona invecchia più tende a diventare paurosa. I ragazzini spesso minimizzano i rischi e in decollo sono passeggeri più facili da gestire perché si lanciano senza esitazione alcuna. Invece l’adulto può avere reazioni inaspettate. Il passeggero più difficile è l’anziano, anche perché tendenzialmente fa più fatica a correre. In quei casi ci facciamo assistere in decollo da un altro pilota che sostiene dall’imbragatura il passeggero, per portare più stabilità. Così facendo siamo riusciti a portare in volo anche persone di 94 anni».
Soldati ha inoltre trasportato clienti non vedenti, sordi e Down. Non sono esclusi nemmeno i soggetti con problemi di deambulazione: «Se il passeggero è leggero di solito è sufficiente farsi aiutare da un paio di altri piloti in decollo, sostenendolo dai due lati. Sennò ci sono imbragature speciali con una sorta di triciclo che permettono anche a un passeggero paraplegico di decollare scivolando su di esso».
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