BUSTO ARSIZIO
«Parlare di geopolitica nelle imprese»
Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria, al dibattito sulla competitività
«Bisogna parlare di geopolitica nelle imprese perché è un argomento che interessa tutti». Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria, si esprime in modo deciso su quella che ritiene essere la chiave per orientare le politiche economiche e industriali.
La vicepresidente di Confindustria ha preso parte al Workshop organizzato da Prealpina ieri, intitolato “Produttività e competitività in un mondo che cambia”. Più che temi da analizzare, si tratta di azioni in cui l’Italia e l’Europa da troppo poco tempo hanno deciso di dare di più. Anche Mario Draghi, in un incontro tra i leader del Vecchio Continente avvenuto lo scorso 12 febbraio nel castello di Alden Biesel, in Belgio, ha “bacchettato” i 27 dell’Unione proprio su produttività e competitività.
Da qui il cambio di passo, con la firma di numerosi accordi internazionali stretti dall’Europa che ha deciso di avvicinarsi ad altre aree del mondo. Il riferimento è alle intese che si stanno moltiplicando con, ad esempio, i Paesi del Mercosur (il blocco sudamericano), quelli del Golfo, le nazioni del Sudest asiatico e addirittura la lontana Australia. Una ricerca concreta di differenziazione che va in netta opposizione con la passata dipendenza univoca da Paesi che hanno o stanno cambiando radicalmente le proprie politiche estere e modificando le relazioni globali.
LA VISIONE AMPIA
Un quadro internazionale in cui le prossime politiche economiche europee e italiane devono tradursi in un reshuffle nel commercio internazionale. «Occorre avere la consapevolezza del percorso che stiamo intraprendendo come Paese Italia e come Europa - dice Barbara Cimmino -, altrimenti è difficile orientare l’opinione pubblica verso le scelte più opportune». La numero due di Confindustria invita in modo sostenuto ad una collaborazione tra imprese e istituzioni che porti ad «uno shift totale dell’ideologia politica verso ciò di cui hanno davvero bisogno le aziende».
Fa quindi riferimento «all’abbassamento delle linee tariffarie: se pensiamo all’area del Mercosur, c’è il Brasile con dazi al 40% che rendono impensabile per un’azienda anche solo pensare di esportare lì». Secondo Cimmino, le iniziative di differenziazione sostenute da Bruxelles devono fare in modo che nel nostro Paese «venga smontata questa ideologia politica che va nella direzione completamente opposta agli interessi delle imprese». Proseguire su questa strada, a suo avviso, comporterà «la perdita di una delle occasioni migliori mai avute e che influenzerà negativamente i prossimi venti o trent’anni, penalizzando non solo l’area di libero scambio del Mercosur, ma anche altre zone in cui le imprese italiane sono attive».
LE AREE GLOBALI
Tutte le aree globali a cui ora l’Europa sta rivolgendo il suo sguardo, allontanandolo dagli Stati Uniti e con l’obiettivo di fronteggiare la schiacciante e scorretta competizione della Cina, sono già collegate a numerose aziende italiane e, nello specifico, lombarde e varesine. Una sburocratizzazione e un’agevolazione nelle normative incrementeranno ancor di più l’economia del Belpaese.
Barbara Cimmino sostiene tutto ciò con forza, anche in ragione delle più recenti discussioni sul tema del cosiddetto “euro digitale”. «Il Mercosur - dichiara ancora - potrebbe essere, oltre ad un’occasione per un incremento sul tema della sostenibilità, dell’economia e della cultura, anche un’area in cui iniziare ad utilizzare l’euro e non più il dollaro come moneta per il trade». Un quadro internazionale che riserva delle prospettive positive e interessanti per l’Italia che, come ricorda la vicepresidente degli Industriali italiani, «ha delle caratteristiche diverse rispetto agli altri Stati membri dell’Unione: siamo da sempre i migliori a utilizzare gli accordi di libero scambio, per cui abbiamo un primato in Europa, con 44 patti siglati e una quantità e una varierà di prodotti unica, che ci rende secondi solo alla Cina».
LA BANCA DEL TERRITORIO
La necessità di non perdere il focus sull’Italia e le imprese, ma anche sui territori, per incrementare la produttività e ottenere una maggiore competitività è stata evidenziata anche da Carlo Napoleoni, responsabile divisione impresa Gruppo Bcc-Iccrea. «In Italia e in provincia di Varese ci sono imprenditori che già da soli, con le loro capacità, affrontano le sfide dei mercati internazionali dimostrando grande spessore - ha sostenuto Napoleoni - e noi, come banca, accompagniamo le attività, che non sono supportate da un sistema Italia che manca». E conclude affermando che «la capacità di fare rete è l’elemento che, nelle sfide, permette di andare oltre l’incertezza e cogliere le opportunità».
Due pagine dedicate all’EconomiX Workshop sulla Prealpina di mercoledì 18 febbraio
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