ROMA
Per medici famiglia obbligo di 6 ore settimanali in Case di comunità
(ANSA) - ROMA, 17 GIU - Approvato dalle Regioni l'atto di
indirizzo per il rinnovo contrattuale dei medici di famiglia
che, di fatto, sblocca la situazione in vista della scadenza del
30 giugno prevista dal Pnrr per l'apertura delle Case di
comunità. L'atto di indirizzo, spiega la Conferenza delle
Regioni, prevede l'obbligo per i medici di medicina generale di
svolgere nelle Case di Comunità fino a un massimo di 6 ore
settimanali, per 48 settimane annue.
Il Comitato di settore Regione-Sanità della Conferenza delle
Regioni, si legge in una nota, ha approvato oggi l'atto di
indirizzo propedeutico al rinnovo dell'accordo collettivo
nazionale dei Medici di medicina generale. L'iniziativa delle
Regioni "rappresenta una risposta risolutiva finalizzata a dare
compiuta attuazione alle Case di Comunità, nei tempi previsti
dal Pnrr". "Dopo le positive interlocuzioni con il Ministero
della Salute, oggi proponiamo una soluzione di ragionevolezza
scegliendo il canale della contrattazione per assicurare che il
target Pnrr della missione 6 sia raggiunto pienamente e in
collaborazione con tutti gli attori coinvolti", commenta Marco
Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità.
"Lo facciamo con senso di responsabilità verso i cittadini,
che meritano di avere accesso a cure e servizi di prossimità.
Approvando questo atto di indirizzo poniamo le condizioni
affinché Sisac - la Struttura Interregionale Sanitari
Convenzionati - e le organizzazioni sindacali sottoscrivano in
tempi brevi un accordo atteso, che ha nei suoi contenuti tutti
gli elementi che servono a garantire la piena operatività delle
Case di Comunità". L'atto di indirizzo prevede "l'obbligo per i
medici di medicina generale di svolgere nelle Case della
Comunità fino a un massimo di 6 ore settimanali. Questo
intervento si somma in via residuale all'obbligo per i medici
già a rapporto orario di coprire i turni notturni, festivi e del
sabato, se richiesto dall'Azienda sanitaria".
Saranno infatti le singole Aziende sanitarie a determinare il
proprio fabbisogno e a distribuirlo in modo equo tra i medici,
garantendo comunque una presenza minima di almeno un medico in
ogni casa di comunità. Una volta definito questo accordo,
partirà il confronto sul triennio contrattuale 2025-2027 di
tutta la Medicina generale, con l'obiettivo di arrivare a un
atto di indirizzo complessivo entro il 30 settembre 2026.
(ANSA).
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