IL PROGETTO
PizzAut sbarca alla Iulm: il primo ristorante universitario al mondo gestito da ragazzi autistici
Darà lavoro a 20 ragazzi. La terza pizzeria nasce dove si formano i manager del futuro
Ad annunciarlo è il vulcanico patron Nico Acampora che, grazie ai suoi due ristoranti, a Cassina De’ Pecchi e a Monza, è riuscito nell’impresa di dare lavoro a 41 ragazzi autistici, tutti regolarmente assunti. «Quando abbiamo fondato PizzAut ci dicevano che i ragazzi autistici non avrebbero mai potuto lavorare e noi abbiamo risposto con contratti veri, dignità, autonomia e due ristoranti interamente gestiti da ragazzi Autistici. Oggi facciamo un passo ancora più gigantesco, un salto nel futuro che sembrava impossibile: abbiamo siglato l’accordo per il terzo ristorante che aprirà all'interno dell'università Iulm di Milano», ha spiegato Acampora, sottolineando che si tratta della prima università al mondo a ospitare un ristorante interamente gestito da persone autistiche.
SCAMBIO RECIPROCO
«Perché abbiano deciso di aprire PizzAut proprio in un'università? Perché è lì che si formano i manager e i comunicatori del domani. Vogliamo che gli studenti crescano conoscendo i nostri ragazzi, sperimentando le loro qualità e vedendoli lavorare con professionalità. Così, quando i futuri manager guideranno le future aziende, per loro assumere una persona autistica sarà una scelta normale e intelligente, non un "atto di carità" o un obbligo di legge».
PRONTO ANCHE UN CORSO E UN MASTER
Il nuovo PizzAut («non sarà una mensa, ma un ristorante d’eccellenza aperto a tutti, anche di sera», assicura Acampora) darà lavoro ad altri 20 ragazzi autistici. «Con la rettrice abbiamo definito anche l'avvio di un corso universitario e un master che possa occuparsi di “disability management” e di comunicazione e disabilità, oltre ad un sistema che possa valorizzare gli studenti che faranno volontariato o stage insieme a PizzAut», ha aggiunto Acampora. Che ne approfitta per lanciare un appello: «Per PizzAut sarà un investimento enorme, in termini umani, sociali culturali, ma anche economici, tanto che abbiamo preventivato una stima di spesa di oltre un milione di euro. Anche per questo adesso siamo ufficialmente alla ricerca di imprenditori e aziende illuminate che vogliano aiutarci a realizzare questo capolavoro».
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