IL FUTURO SOCIETARIO
Pro Patria, Travagin esce allo scoperto: «C'è l’offerta, ma aspetto Bassi»
Parla l’imprenditore che potrebbe rilevare la maggioranza del club. L’attesa per il socio di minoranza e la scadenza del 16 giugno che incombe
Cortese e rispettoso dei patti. Giancarlo Travagin, potenziale acquirente del pacchetto di maggioranza della Pro Patria, esce allo scoperto senza scoprire completamente le carte. Conferma qualche indiscrezione che girava in queste settimane ma preferisce aspettare gli eventi. E gli eventi, secondo lui, devono arrivare dall’altra metà del cielo biancoblù, cioè dalla minoranza che, per dirla come l’attuale presidente, ha il diritto di prelazione che non vuol dire diritto di gradimento. Insomma, il dialogo fra Patrizia Testa e Luca Bassi è franco e di reciproco rispetto ma al momento è entrato sul proscenio, convinto di chiudere la trattativa, anche Travagin.
«IL TEMPO STRINGE»
«Ho fatto un’offerta firmata da tutti e due, cioè da me e dalla presidente, e adesso sto attendendo il dottor Luca Bassi per quanto riguarda la sua prelazione che egli ha il diritto di esercitare e aspetterò fino all’ultimo giorno utile – dice garbatamente l’imprenditore contattato telefonicamente dalla Prealpina –. Con il dottor Bassi mi sono confrontato sul progetto che abbiamo elaborato e che stiamo studiando, convinti che per il bene di Aurora Pro Patria ci vuole una marcia in più. Io e il mio gruppo abbiamo idee e progetti, sono in attesa che il dottor Bassi prenda la sua decisione. Ho dato la massima disponibilità ma mi attendo una risposta in un arco temporale ragionevolmente breve anche per questioni tecniche e pratiche. Il tempo stringe, dobbiamo muoverci per non farci trovare impreparati». Vien da pensare al dottor Bassi come ago della bilancia e vien da pensare che Travagin abbia in mano le sue carte da giocare al momento opportuno. Un convinzione che nasce da quell’intesa, così sostiene, firmata da lui e dalla presidente che, peraltro, aveva confermato come Travagin «ha fatto una proposta reale». A quanto pare l’unica ufficiale arrivata alla presidente e confermata anche dall’imprenditore a cui interessa la quota di maggioranza del club di via Ca’ Bianca.
IO, TU E…
La cortesia di Travagin non permette, anche per questioni di riservatezza, di capire chi componga il gruppo (e non è un dettaglio trascurabile) che lo affianca in questa che, al momento, può essere una trattativa legata a un preliminare, documento che deve essere ratificato davanti un notaio. Per cui calma e gesso perché, al momento, gli elementi sono pochi per dare in giudizio compiuto. Nel frattempo a Busto, sui social e fra i tifosi, si è sparsa la notizia che i dirigenti della Varesina si sarebbero ritirati pur avendo avuto più di un abboccamento con il dottor Bassi. Ma le quote da acquisire sono quelle di Patrizia Testa, quindi è lei che ha in mano il pallino. Se così fosse, l’eventuale rinuncia può essere figlia di una strategia sbagliata? Questo pensano alcuni tifosi, ma anche qui siamo nel campo delle ipotesi e si deve procedere con la massima cautela. Sarebbe un peccato perché questa unione, avrebbe dato corso a una società che avrebbe garantito continuità al lavoro di Patrizia Testa.
IL 16 GIUGNO
Che il tempo stringa è un eufemismo e non solo per comporre la futura società. Entro il 16 giugno, ad esempio, vanno pagati stipendi e contributi per i mesi di marzo e aprile. Infatti per potersi iscrivere al campionato si deve essere in regola con le pendenze fino a fine aprile. Un quadro in movimento ma c’è un punto fisso dal quale non si deroga e cioè che il domani della Pro Patria è strettamente legato a Luca Bassi, l’unico che davvero può garantire al club un futuro certo, vincente e ricco di passione.
Il servizio completo sulla Prealpina di giovedì 28 maggio in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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