ROMA
Produzione industriale cinese a +4,5% a maggio, crescita oltre le attese
(ANSA) - ROMA, 16 GIU - La produzione industriale della Cina
ha registrato a maggio 2026 una crescita del 4,5% su base annua,
in accelerazione rispetto al +4,1% di aprile e al di sopra delle
aspettative del mercato, ferme al 4,3%. Lo evidenziano i dati
pubblicati dal National Bureau of Statistics of China. Il
risultato segna un miglioramento dopo il rallentamento osservato
ad aprile, quando l'espansione dell'attività industriale aveva
toccato il livello più basso dal luglio 2023. A sostenere la
crescita sono stati soprattutto il settore manifatturiero e i
comparti legati alla produzione e distribuzione di energia. La
manifattura ha infatti registrato un incremento del 4,4%, in
aumento rispetto al 4,0% del mese precedente, mentre la
produzione e fornitura di elettricità, calore, gas e acqua è
salita del 7,6%, accelerando dal 5,3% di aprile. Più contenuta,
invece, la dinamica del settore minerario, la cui crescita si è
ridotta al 2,3% dal 3,8% registrato nel mese precedente. Nel
dettaglio, 28 dei 41 principali comparti industriali hanno
riportato un'espansione dell'attività. Tra le performance
migliori spiccano i settori dei computer e delle apparecchiature
per le comunicazioni (+17,0%), della cantieristica navale e
ferroviaria (+7,4%), delle attrezzature speciali (+9,1%), delle
attrezzature generali (+6,7%) e dell'automotive (+8,3%). Nei
primi cinque mesi del 2026, la produzione industriale cinese è
aumentata complessivamente del 5,4% rispetto allo stesso periodo
dell'anno precedente. Su base mensile, l'output industriale ha
segnato un incremento dello 0,4%.
Le vendite al dettaglio in Cina sono diminuite dello 0,6% su
base annua a maggio, registrando la prima contrazione dal
dicembre 2022 e segnalando la persistente debolezza dei consumi
interni. Lo ha reso noto il National Bureau of Statistics of
China. Il dato segue il lieve aumento dello 0,2% registrato ad
aprile ed è inferiore alle attese degli analisti, che
prevedevano una variazione nulla. A pesare è stata soprattutto
la frenata degli acquisti discrezionali e dei beni durevoli, con
le vendite di automobili crollate del 16,1% rispetto a un anno
prima. (ANSA).
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